Frode Carosello – esempio

di Giuseppe Aymerich Commenta

In un precedente articolo, abbiamo descritto l’intenzione dell’Unione Europea di estendere a più settori il meccanismo del “reverse..

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In un precedente articolo, abbiamo descritto l’intenzione dell’Unione Europea di estendere a più settori il meccanismo del “reverse-charge”, o “inversione contabile”, per combattere la diffusa forma di evasione fiscale nota come “frode-carosello” (o “cartiera”). Vediamo dunque di chiarire meglio in che cosa essa consista.

Le norme europee sull’IVA stabiliscono che nelle cessioni intracomunitarie, il venditore emette la fattura ma senza applicare l’imposta (l’operazione non è imponibile).


L’acquirente, invece, deve integrare manualmente la fattura calcolando e applicando l’imposta, e registrandone l’importo sia a credito che a debito: dal suo punto di vista, dunque, l’operazione rimane neutrale, ma il bene acquistato è stato comunque “ivato” (un neologismo orribile ma molto utilizzato nella pratica) e quindi potrà circolare senza particolari complicazioni nei successivi passaggi commerciali.


Cosa avviene dunque, se l’operazione è attuata da malintenzionati? Supponiamo che il bene ceduto sia un’automobile, che il venditore Tizio (francese) voglia vendere all’acquirente Caio (italiano) per 18.000 euro. Agendo regolarmente, Caio dovrebbe ivare il bene con l’aliquota del 20%, cioè a 3.600 euro.

Fra il cedente e il cessionario si frappone però, un terzo intermediario, Sempronio (italiano), in accordo con entrambi, o, talvolta, con uno solo di essi. Così, Tizio vende a Sempronio l’automobile a 18.000 euro (senza IVA, poiché operazione non imponibile), e Sempronio la rivende poi a Caio per 21.600 euro Iva inclusa (18.000 + 3.600), essendo quest’ultima una cessione fra due operatori italiani.

Dopodiché, Sempronio scompare nel nulla: si tratta, in genere, di piccoli faccendieri che operano frodi in massa per qualche mese e fanno poi perdere le tracce.

Il risultato qual è? Per Tizio non cambia nulla, mentre Caio avrà sostenuto esattamente il costo previsto e potrà scaricarsi tranquillamente l’IVA sull’acquisto. E, soprattutto, i 3.600 euro di imposta resteranno per sempre nelle tasche di Sempronio.

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