Evasione forte nell’edilizia

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il settore edile è ormai frequentemente soggetto a controlli da parte delle autorità tributarie..

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Il settore edile è ormai frequentemente soggetto a controlli da parte delle autorità tributarie: inutile negare, infatti, che in questo importante settore produttivo si nascondono molte sacche di evasione e di irregolarità di vario genere.

La Guardia di Finanza ha recentemente pubblicato i risultati dell’operazione “Pandora”, nella quale sono stati spulciati i conti di migliaia di aziende edili in tutta Italia negli ultimi tre anni.


Il punto di partenza sono state le comunicazioni inviate al Centro Operativo di Pescara con le quali i privati cittadini hanno dichiarato negli ultimi anni di aver sostenuto lavori di ristrutturazione edilizia, per le quali è consentito fruire di una detrazione del 36%; tutto questo purché, naturalmente, questi oneri siano fatturati.


Moltissime aziende edili, dunque, hanno accontentato i loro clienti emettendo le fatture riferite a questi lavori, “dimenticandosi” però, spesso e volentieri, di registrare e dichiarare i relativi movimenti finanziari e reddituali.

Una volta che questa pista è stata fiutata, però, il gioco ha dimostrato di avere le gambe molto corte.
I risultati dell’indagine sono indicativi: ben 5.246 aziende sono risultate in posizione irregolare, con un imponibile non dichiarato al Fisco pari a circa tre miliardi di euro e un’IVA evasa pari a cinquecento milioni. Molti di questi imprenditori, addirittura, sono risultati evasori totali.

Ma anche sul fronte contributivo ci sono state parecchie magagne venute alla luce: circa diecimila lavoratori assunti in nero o comunque in posizione di irregolarità contributiva.
L’operazione “Pandora” sembra confermare l’impegno crescente delle forze dell’Amministrazione Finanziaria nelle verifiche sul campo e nel controllo incrociato delle informazioni contenute nelle numerose e immense banche dati a disposizione dei segugi del Fisco.

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