Evasione fiscale fra i consulenti degli enti pubblici

di Giuseppe Aymerich Commenta

La Guardia di Finanza ha avviato su base nazionale un’indagine che sta conducendo a risultati addirittura stupefacenti..

La Guardia di Finanza ha avviato su base nazionale un’indagine che sta conducendo a risultati addirittura stupefacenti. Si tratta dell’enorme settore delle consulenze prestate nei confronti di enti pubblici (dello Stato o a livello territoriale): sono circa centomila i professionisti e gli altri lavoratori autonomi interessati dalla verifica.


Ebbene, l’indagine si basa su un meccanismo estremamente semplice: il confronto fra i redditi erogati così come sono stati dichiarati dagli enti in questione nei rispettivi modelli 770 e i compensi percepiti così come sono stati dichiarati dai consulenti nelle proprie dichiarazioni.

I risultati, come detto, sono stupefacenti. Per il momento sono state analizzate circa 1.500 posizioni: quelle dei consulenti che hanno percepito almeno centomila euro l’anno. Di essi, ben 400 sono risultati evasori totali, nel senso che hanno completamente “scordato” di dichiarare tali redditi. Lo stupore dipende dal fatto che l’indagine è davvero semplicissima, soprattutto oggi che tutte le informazioni sono integrate in enormi banche-dati e tali controlli avvengono in automatico. Sorprende, quindi, che tutti costoro non si aspettassero che l’anomalia sarebbe fatalmente emersa. Le Regioni che hanno riservato le maggiori sorprese sono Lazio, Lombardia e Campania, mentre le categorie più coinvolte sono i medici, gli ingegneri, i geometri e gli avvocati.


In termini di risultati, le inchieste hanno portato alla luce quasi 159 milioni di euro di redditi non dichiarati e quasi 82 milioni di base imponibile IRAP; l’IVA non versata ammonta a circa 24 milioni.
Dopo le consulenze più ricche, verranno controllate una dopo l’altra tutte le altre, incluse quelle minime: il filone d’indagine, infatti, promette parecchie altre scoperte interessanti, senza contare che per scoprire queste magagne basta solo incrociare i dati al computer.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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