Elevata evasione fiscale negli stabilimenti balneari

di Giuseppe Aymerich Commenta

Le leggi fiscali consentono a diverse categorie di imprenditori di non emettere alcun tipo di certificazione degli incassi, in relazione ad un ampio ventaglio di attività..

Le leggi fiscali consentono a diverse categorie di imprenditori di non emettere alcun tipo di certificazione degli incassi, in relazione ad un ampio ventaglio di attività: l’esempio degli edicolanti è il più evidente. La causa di tale agevolazione dipende dall’evidente difficoltà di battere regolare scontrino in situazioni non favorevoli.


Fra i destinatari dell’agevolazione ci sono anche gli stabilimenti balneari, per l’affitto di ombrelloni, lettini e altre attrezzature da spiaggia. Questo non significa, ovviamente, che tali incassi non vadano denunciati: l’imprenditore ha l’obbligo di registrarli quotidianamente in un apposito libro contabile, il registro dei corrispettivi. Tuttavia, è facilmente intuibile come, spesso e volentieri, una parte degli incassi venga “dimenticato” per strada e non registrato.
La Guardia di Finanza, da alcuni anni, ha intensificato i controlli sui litorali di tutta Italia. Sebbene ricostruire i redditi non denunciati (e l’imponibile IVA non dichiarato) sia tutt’altro che agevole e occorra ricorrere a presunzioni più o meno fondate, i controlli raramente lasciano delusi i verificatori.


Alcuni dati sono stati recentemente diffusi dal comando della GdF del Lazio: dal 2007, ogni estate i litorali laziali sono battuti dagli ispettori del Fisco, che riscontrano irregolarità di vario genere nel 45% degli oltre quattromila controlli annui eseguiti. La mancata certificazione dei corrispettivi occupa un posto d’onore fra le irregolarità accertate, ma gli effetti più pesanti si manifestano nell’imponibile IRPEF/IRES e IVA evasi: sono nel 2009 sono stati accertati oltre due milioni di incassi non dichiarati.

C’è poi un’altra irregolarità, di natura non fiscale, che le Fiamme Gialle riscontrano nella metà dei controlli: le violazioni in merito all’obbligo di esporre i prezzi, che devono essere pubblicati e mantenuti entro una certa forbice. Le sanzioni in proposito sono molto pesanti, intorno ai 3.000 euro.

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