Analisi sulle differenze fra redditi e consumi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il redditometro è ritornato in grande spolvero negli ultimi anni..

Il redditometro, un metodo di evidenziazione dei fenomeni di evasione fiscale ormai divenuto classico, è ritornato in grande spolvero negli ultimi anni, grazie anche ad un suo deciso potenziamento e affinamento.

Tale strumento si basa sul confronto fra i redditi dichiarati e i consumi effettuati: è chiaro che chi si dichiara nullatenente e nel frattempo spende e spande ha qualcosa di insolito da chiarire.


Il centro studi Sintesi ha eseguito una grande indagine statistica sull’intero territorio italiano per mettere in luce i territori dove fra redditi e consumi emergono le principali anomalie. Sebbene si tratti, ovviamente, di un’indagine con tutti i limiti fisiologici di una ricerca statistica, i dati ricavati sono comunque interessanti e significativi.

Si nota, in particolare, come aggregando i dati a livello regionale emerga un profondo divario fra il Nord e il Sud; infatti, mentre nelle Regioni settentrionali risulta come i redditi dichiarati siano tali da giustificare i consumi eseguiti, nel Meridione la situazione è molto diversa se non opposta.
Senza scendere nei dettagli tecnici le Regioni più “al di sopra dei sospetti” sono Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Piemonte, mentre al capo opposto della classifica si situano Campania, Sicilia e Sardegna.


A livello provinciale, invece, l’area che presenta i risultati più virtuosi nell’indagine dell’istituto Sintesi è la provincia autonoma di Bolzano, seguita da Bologna e Milano. Fra le altre grandi città, Torino è nona, Genova trentottesima, Firenze cinquantatreesima, Roma cinquantasettesima, Palermo settantesima e Napoli ottantacinquesima. In coda alla classifica, infine, quattro province siciliane: Messina, Siracusa, Catania e Ragusa.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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