Crisi Idrica in Italia

di Francesco Di Cataldo Commenta

Col passare degli anni l'economia di un paese moderno si giocherà intorno all'acqua e non intorno al petrolio..

agricoltura in crisi

Rimanendo in tema con l’inquinamento, si sente che anche quest’anno siamo a rischio siccità, molte aziende agricole subiranno danni notevoli, tante fabbriche dovranno chiudere, insomma si sta delineando una situazione spaventosa quantomeno anomala della quale qualcuno deve pur preoccuparsi.

Come ha detto giustamente il presidente di Confindustria (e presidente di tante altre cose) Luca Cordero Di Montezemolo, in Italia ci si preoccupa solamente quando ormai e troppo tardi per correre ai ripari.




L’affermazione del presidente non è sbagliata per un semplice motivo: l’Italia, come spesso accade, stanzia miliardi di euro per indennizzare agricoltori e aziende che rimangono danneggiati dalla siccità e da crisi dovute ad agenti atmosferici particolarmente cattivi.

Aiutare chi è in difficoltà è doveroso e onorevole, ma non è il punto del discorso che vorrei sottolineare. Quello che invece vorrei porre all’attenzione del lettore è il fatto che il governo italiano non spende mezzo euro in efficienza quando con un investimento della stessa entità di un qualsiasi indennizzo si potrebbe restaurare gli ormai antiquati e disastrati acquedotti ridotti ormai a un colabrodo utili solo a sprecare l’acqua anzichè valorizzarla.

Una indagine della protezione civile indica come il nostro sistema acquifero getti in mare e nel sottosuolo fino al 75% di acqua potabile che potrebbe essere impiegata per usi domestici ma anche industriale. Come abbiamo già detto in altri articoli, investire in efficienza significa guadagnare evitando sprechi inutili che portano inevitabilmente a danni all’industria e all’agricoltura che poi in ogni caso il governo deve riparare.

Ma allora perchè il governo preferisce risarcire gli industriali e gli agricoltori con indennizzi miliardari a pioggia anzichè investire una buona volta nell’efficienza?
Purtroppo però se la situzione non è ancora cambiata, significa che il governo non vuole rispondere a questa banalissima domanda anche se assai rilevante per l’economia italiana. Il sistema acquifero italiano è vecchio, arrugginito, pieno di buchi che provocano sprechi inutili e pensate che se invece dell’acqua in questi tubi ci fosse petrolio, il governo se ne fregherebbe ugualmente?

Io penso di no, ma forse non capiscono che l’acqua sta diventando un bene molto più prezioso del petrolio ed è assai rischioso non preoccuparsene dando tutto per scontato.

Col passare degli anni l’economia di un paese moderno si giocherà intorno all’acqua e non intorno al petrolio anche perchè in un futuro ormai prossimo, questo idrocarburo terminerà e a quel punto si che servirà una strada alternativa e l’acqua sarà veramente il punto focale su cui tutti dovrebbero puntare la propria attenzione.

Spero che queste umili parole arrivino alle orecchie di qualcuno che possa veramente fare qualcosa per questo oro azzurro.

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