Importi 2010 delle indennità INPS

di Giuseppe Aymerich Commenta

All’inizio di ogni anno, l’INPS ridetermina una pluralità di importi sulla base del tasso di inflazione registrato dall’ISTAT..

All’inizio di ogni anno, l’INPS ridetermina una pluralità di importi sulla base del tasso di inflazione registrato dall’ISTAT. Con la circolare 18 dello scorso 5 febbraio, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha diffuso gli importi applicabili per l’anno in corso.


Il primo valore ad essere rideterminato riguarda l’entità massima dell’integrazione salariale riconosciuta ai lavori cassintegrati: è stato stabilito che coloro la cui retribuzione ordinaria mensile lorda non supera € 1.931,86 hanno diritto ad un’integrazione salariale massima pari a € 840,81, mentre coloro che superano la soglia indicata possono aver diritto come tetto massimo a € 1.010,57. Tali tetti sono maggiorati del 20% per i lavoratori dei settori edile e lapideo.

I medesimi valori (eccetto la maggiorazione appena descritta) sono poi applicati in tutt’altra ipotesi: quella dei lavoratori licenziati e iscritti nelle liste di mobilità, che per l’appunto godono di un assegno i cui valori massimi sono gli stessi previsti per l’integrazione salariale.

La rideterminazione interviene anche per gli assegni mensili riconosciuti ai lavoratori socialmente utili (che arrivano a € 533,12) e per i lavoratori di pubblica utilità (€ 413,16).


Vengono aggiornati anche i valori delle indennità di disoccupazione. Per i lavoratori del settore agricolo e per i “non agricoli”con requisiti ridotti, l’importo massimo erogabile ogni mese arriva a € 1.065,26 mentre per i “non agricoli” con requisiti ordinari il tetto sale a € 1.073,25.

Infine, da quest’anno anche il trattamento speciale previsto come indennità di disoccupazione per i lavoratori del settore edilizio è soggetto alla medesima rivalutazione sulla base del tasso d’inflazione, come gli altri valori descritti. Per il 2010, l’importo massimo riconosciuto è pari a € 549,74.

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