Diritti dei cassintegrati: infortuni, malattie e maternità

di Giuseppe Aymerich Commenta

Cosa succede se l’azienda è ammessa all’integrazione salariale e, allo stesso tempo, il singolo lavoratore fa valere una propria malattia..

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Cosa succede se l’azienda è ammessa all’integrazione salariale e, allo stesso tempo, il singolo lavoratore fa valere una propria malattia, l’aver subito un infortunio o l’essere entrato in stato di maternità, oltre ai permessi per festività?

In tutti questi casi, la soluzione ordinaria è che il dipendente, assentandosi dal luogo di lavoro, ha diritto ad un’indennità a carico (a seconda dei vari casi) di INPS e altri enti previdenziali, dell’INAIL e/o dello stesso datore di lavoro; ma, ovviamente, tale indennità è alternativa con l’integrazione salariale conseguente all’ammissione alla CIG. Vediamo come si sostanzia tale alternatività.


L’ipotesi dell’infortunio è la più semplice: prevale sempre sulla cassa integrazione. Ciò significa che il dipendente avrà diritto alla normale indennità erogata dall’INAIL e non all’integrazione salariale.
Ben più complesso è il caso della malattia: bisogna infatti vedere se si applica la CIG “a zero ore” o “ad orario ridotto”, e se l’infermità era iniziata prima dell’ammissione alla CIG o solo in seguito.

In caso di CIG a zero ore e successivo insorgere della malattia, il dipendente continuerà a fruire dell’integrazione salariale; stessa situazione se la malattia era preesistente e l’intero personale ha visto sospendere la propria attività.


Se invece la CIG a zero ore prevede, come solitamente succede, una sospensione alternata dei lavoratori, il lavoratore fruirà della normale indennità di malattia e non dell’integrazione.
In caso di CIG ad orario ridotto, infine, si applicano le regole ordinarie, senza ulteriori distinzioni.

Da ultima, l’ipotesi della maternità: per l’intero periodo riconosciuto dalla legge (ed eventualmente dei contratti collettivi ed aziendali), la lavoratrice fruirà dell’apposita indennità e non dell’integrazione salariale. C’è però una deroga: nel caso in cui l’intera attività aziendale è stata sospesa, l’indennità di maternità non è più erogata ed è invece sostituita dall’integrazione.

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