Professionisti in crisi di liquidità

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un tempo, gli esercenti le professioni intellettuali erano numericamente pochi e visti dalla popolazione come titolari di numerosi privilegi da invidiare..

Un tempo, gli esercenti le professioni intellettuali erano numericamente pochi e visti dalla popolazione come titolari di numerosi privilegi da invidiare.

Nel 2010, le cose non stanno più così, se mai lo sono state. La crisi ha colpito duro, infatti, anche la gran parte dei professionisti italiani, che tanto pochi non sono più.


Si stima che oggi il numero complessivo si avvicini ai due milioni, di cui poco più della metà lavorano autonomamente o in associazione con colleghi e l’altra metà sia titolare di rapporti contrattuali più o meno precari presso imprese, enti pubblici o altri professionisti.

Non si può dire che il lavoro, anche in tempi di crisi, si sia ridotto: in realtà, la domanda dei servizi di avvocati, ingegneri e commercialisti è relativamente stabile da un anno all’altro. Il problema, semmai, oggi non sta tanto nella saturazione del mercato (questione strutturale) quanto nella difficoltà di farsi pagare dai clienti in un periodo di lunghissima e logorante crisi come quello in corso (questione congiunturale).

Infatti, se le banche o lo Stato, così come i fornitori di tutti i giorni, non aspettano prima di incassare e il debitore è motivato a saldare il prima possibile, il rapporto fiduciario che s’instaura col professionista spinge sempre più clienti a chiedere a quest’ultimo di avere pazienza prima di esigere il saldo.

La dilazione dei pagamenti ai professionisti, in realtà, è sempre esistita, ma mai in termini così elevati come oggi.


Ma anche i lavoratori autonomi hanno le loro spese da pagare: mutuo o affitto, fornitori, personale, tasse, contributi previdenziali… E la liquidità per pagare queste uscite è sempre più risicata.
La stima degli ordini professionali è drammatica: se la situazione non si sblocca, entro l’anno 300.000 professionisti chiuderanno l’attività, soprattutto giovani e donne.

Rispondi