Da Unioncamere un’iniezione di fiducia

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nei giorni scorsi è stato presentato il consueto rapporto annuale di Unioncamere, che raccoglie i dati rilevati..

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Nei giorni scorsi è stato presentato il consueto rapporto annuale di Unioncamere, che raccoglie i dati rilevati dalle oltre cento Camere di Commercio sparpagliate nel territorio italiano.
Nel rapporto si traggono, in questa fase di crisi, alcune indicazioni positive e apprezzabili.

Nonostante infatti la regressione dei livelli del Prodotto Interno Lordo, infatti, le imprese italiane stanno in questi mesi affrontando una fase di razionalizzazione, di taglio delle inefficienze e di riposizionamento sui mercati (armi difensive contro la crisi) che potranno costituire più avanti, al momento della ripresa, potenti armi offensive per competere lungo i mercati internazionali.


In prima fila in questa fase di riposizionamento sono le imprese appartenenti alle filiere territoriali e ai distretti industriali.

Innovazione di prodotto, affidabilità e flessibilità sono gli strumenti suggeriti da Unioncamere alle imprese italiane di ogni dimensione per tenere duro nel corso di questo lungo inverno dell’economia. Un’altra strada, decisamente tradizionale, è quella di provare a ridurre i prezzi di vendita e, di conseguenza, i costi di produzione.


C’è anche un altro fronte su cui agire, ma qui la competenza è dello Stato e delle Regioni: rafforzare nettamente le infrastrutture, colmando il gap che ci distanzia dalla maggior parte dei Paesi occidentali.

Ma dai dati del rapporto emerge anche un’altra informazione, piuttosto sorprendente: chiusure e fallimenti sono andati sì accentuandosi negli ultimi mesi, ma senza che si siano registrate variazioni così drastiche nei tassi rispetto alla situazione precedente; è comunque possibile che quest’aspetto possa peggiorare nei prossimi mesi, dato che molte situazioni di difficoltà sono forse ancora in fase d’incubazione.

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