Crollo del commercio internazionale

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’ISTAT ha diffuso dati drammatici sull’andamento dei traffici di merci da e verso l’Italia rispetto alle nazioni extracomunitarie..

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L’ISTAT ha diffuso dati drammatici sull’andamento dei traffici di merci da e verso l’Italia rispetto alle nazioni extracomunitarie.

I valori registrati nel mese di maggio 2009, infatti, segnalano una caduta verticale generalizzata tanto per le importazioni quanto per le esportazioni rispetto ad appena un anno prima.

Se l’export, infatti, è caduto del 19,7% rispetto ai valori del maggio 2008, l’import è addirittura precipitato del 33,2%.


Non vi è certo da sforzarsi troppo per individuare le cause di tante difficoltà: la crisi globale, il crollo dei consumi, il ridotto potere d’acquisto, la disponibilità sempre più asfittica di liquidità da parte delle imprese.


Andando a vedere nel dettaglio i dati delle esportazioni, scopriamo che tengono dignitosamente solo i traffici commerciali verso l’Estremo Oriente (+18,9% verso la Cina, +10,6% verso la Corea del Sud), mentre i valori risultano negativi in tutte le altre direttrici commerciali, con valori particolarmente disastrosi per quanto riguarda le esportazioni verso la Russia (-41%).

Ancora più negativi i dati sulle importazioni, dove non compare nemmeno un valore positivo rispetto ad un anno fa: basti dire che le importazioni dai Paesi OPEC sono calate del 49,2%, dato solo in parte spiegabile con la caduta del prezzo del petrolio (e dunque del valore attribuito ai combustibili importati).

Né i dati delle importazioni appaiono positivi se passiamo ad osservare i settori merceologici. Oltre al già accennato baratro in cui sono cadute le importazioni di combustibili fossili, notiamo un pesantissimo -58,2% per le importazioni di impianti e macchinari.
Anche dal lato delle esportazioni, d’altronde, i valori sono quasi tutti negativi. Si salvano solo le esportazioni di prodotti farmaceutici, cresciute nell’ultimo anno del 10,7%.

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