Crisi, gli italiani non vanno in vacanza

di Giuseppe Aymerich Commenta

on è certo un argomento nuovo, ma anche quest’anno impazzano le statistiche su quanti italiani andranno (o sono già andati) in vacanza nel corso dell’estate 2010..

Non è certo un argomento nuovo, ma anche quest’anno impazzano le statistiche su quanti italiani andranno (o sono già andati) in vacanza nel corso dell’estate 2010 e quanti, invece, rimarranno nelle proprie case.


L’indagine è tanto più interessante quanto più la si può confrontare con l’analoga statistica riferita al 2009, la prima estate dell’età della crisi globale. E il numero degli italiani “vacanzieri” è in netta diminuzione rispetto all’anno precedente: questo dipende, probabilmente, dal fatto che l’onda lunga della recessione ha eroso nel tempo i risparmi dei nostri concittadini, creando nel 2010 un vuoto nel portafoglio superiore a quello di dodici mesi prima.

Ma c’è anche un altro aspetto da considerare, e cioè l’incertezza verso il futuro: viviamo in una fase di lenta stagnazione dell’economia, da cui chissà quando il Paese ne uscirà. A questo punto, moltissimi italiani preferiscono risparmiare oggi per evitare di non arrivare a fine mese domani.

Ma veniamo ai numeri, elaborati dall’istituto ricerche Emg per conto di Federalberghi. La domanda era: quanti italiani passeranno o hanno passato almeno una notte in vacanza fuori di casa nei mesi da giugno a settembre 2010?

A rispondere positivamente è stato il 51,3% degli intervistati (+0,1% rispetto all’estate scorsa), mentre a rispondere negativamente è stato il 46,3% (+2,5%). La differenza rispetto al 2009 è che sono diminuiti gli indecisi, quest’anno al 2,4% (-2,6%): e questi “ex-indecisi”, come si vede, sono confluiti quasi interamente nelle fila di coloro che resteranno a casa.


Per quanto riguarda il motivo della scelta di chi ha risposto “no”, il 46,8% parla esplicitamente di problemi economici, il 18,7% di problemi familiari, il 18,5% di motivi di lavoro e il restante 16% ha accusato i problemi di salute.

Fonte: La Repubblica

Rispondi