Chiusura per fallimento in aumento

di Francesco Di Cataldo Commenta

Il nord Italia risulta essere quello più colpito, ma negli ultimi mesi si è verificata un’inversione di tendenza che vede incrementare i fallimenti anche..

Nell’ultimo trimestre dell’anno continua l’escalation dei fallimenti delle aziende, dichiara così l’Osservatorio Crisi d’Impresa del Cerved, che ha constatato che sono state aperte 2000 procedure fallimentari con un incremento del 18% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questi fallimenti riguardano soprattutto le imprese che operano nel settore industriale, infatti l’incidenza di questi rispetto alle aziende del settore ha raggiunto quota 31,7%.

Il nord Italia risulta essere quello più colpito, ma negli ultimi mesi si è verificata un’inversione di tendenza che vede incrementare i fallimenti anche per quanto riguarda le imprese site nel Mezzogiorno.



Dai mesi di luglio e settembre si è però visto che vi è stato un calo dei concordati preventivi: sono state presentate infatti più di 500 domande in meno rispetto all’inizio dell’anno.
Questo però, per fortuna, non ha generato una sorta di contagio tra le varie aziende di settore; si sono viste chiudere solamente quelle più fragili, che si sono trovate a chiudere i battenti prima del tempo, senza però avere riscontri su altre più grandi.

Questo fattore ha comunque indebolito il sistema delle industrie del nostro paese, anche se però il tasso di insolvenza pare diminuito rispetto al 2009.

Sembra però che, nonostante molte ditte dichiarino bancarotta, il mercato attualmente sia in crescita e che nel corso del 2011, i casi di fallimento saranno inferiori rispetto a questi due anni appena trascorsi.
La Cerved si dichiara quindi molto ottimista a riguardo, ma dovrà aspettare i tassi delle percentuali di dichiarato fallimento riguardanti il primo trimestre del 2011.

Rispondi