Telefonia: l’Agcom certifica i preventivatori on line

di Giuseppe Aymerich Commenta

Tutti i consumatori trovano frequenti difficoltà ad individuare l’offerta più interessante per le proprie esigenze in una pluralità di ..

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Tutti i consumatori trovano frequenti difficoltà ad individuare l’offerta più interessante per le proprie esigenze in una pluralità di settori: energia elettrica, mutui bancari, gas e così via. Un effetto della liberalizzazione dei mercati, inevitabilmente, è il proliferare di una giungla di tariffe, in cui districarsi è davvero difficoltoso.

Non a caso, sul web si possono trovare un’infinità di siti che promettono di individuare la soluzione più economica comparabilmente alle proprie caratteristiche ed esigenze indicate dall’utente stesso.


Il punto è che non sempre si sa fino a quanto essi siano affidabili. Se da un lato, infatti, offrono gli innegabili vantaggi della gratuità e della rapidità, dall’altro la scarsa trasparenza sul vero titolare del sito e la mancanza di certezze sulla completezza delle offerte esaminate (spesso esso è impostato solo sui tariffari delle società più importanti) lasciano molti dubbi irrisolti.

Qualcosa, comunque, si muove sul fronte istituzionale. L’ISVAP ha istituito un preventivatore ufficiale per comparare le offerte RCA. E adesso anche il Garante delle Telecomunicazioni (Agcom) si è mosso per il settore della telefonia.

L’Agcom non ha costituito un suo sito, ma ha stabilito una sorta di certificazione di garanzia per i siti privati, che dovrebbe tutelare la richiesta di affidabilità proveniente dall’utenza.


Per ottenere il bollino dell’Agcom, occorre soddisfare i seguenti requisiti: assoluta gratuità, totale indipendenza dalle imprese del settore, mancanza di rapporti di parentela con amministratori e responsabili delle medesime, possibilità di scaricare il software sul proprio PC, continuo aggiornamento delle offerte, completezza delle opzioni a disposizione.

Per essere certificato, inoltre, il motore di ricerca deve essere attivo da almeno un anno e aver già soddisfatto almeno duemila richieste dei navigatori. Infine, la certificazione ha un costo: occorre infatti versare un contributo variabile fra i mille e i tremila euro.

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