Riforma europea sulle etichette alimentari

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Parlamento Europeo ha lavorato a lungo, nelle settimane scorse, su ampie modifiche da apportare alla normativa che disciplina il contenuto delle etichette..

Il Parlamento Europeo ha lavorato a lungo, nelle settimane scorse, su ampie modifiche da apportare alla normativa che disciplina il contenuto delle etichette da apportare sui prodotti alimentari.

Lo scopo è di incrementare sensibilmente le informazioni esposte per rendere più consapevoli i consumatori: un tema molto sentito a Bruxelles.


Le nuove etichette dovranno riportare una grande pluralità di notizie sulla composizione dei cibi: sali, zuccheri, grassi, proteine, carboidrati, fibre, acidi ecc. Sarà inoltre indispensabile indicare la provenienza dei prodotti di base per tutte le tipologie di carne (incluso il pollame, finora escluso), di ogni prodotto derivante da un’unica materia prima, come il passato di pomodoro, e di ogni merce del comparto lattiero-caseario.
I titolari di marchi commerciali (come Auchan, Carrefour, Conad ecc.) dovranno anche indicare ogni informazione sul produttore materiale dei beni che loro rivendono con la propria sigla.

L’obbligo di maggiori informazioni, che scatterà nei prossimi tre-cinque anni salvo modifiche del Consiglio dei ministri europei competenti, vedrà comunque esentate le produzioni eseguite a livello artigianale.


In occasione della riforma delle etichette, tuttavia, gli europarlamentari nordeuropei hanno tentato un colpo di mano ai danni della produzione dolciaria (tipicamente mediterranea), trovandosi contro la totalità degli onorevoli italiani, iberici ed ellenici. L’idea che voleva passare era quella di mettere un bollino rosso sull’etichetta di tutti i prodotti non ideali dal punto di vista salutistico, a partire dalla popolarissima Nutella: rimane il sospetto che, così facendo, volessero in realtà favorire le proprie aziende agroalimentari.

Il bollino è stato alfine respinto (con gran sollievo della Ferrero e di altre industrie del settore); è comunque nell’aria il progetto che ai prodotti dolciari si estenda una serie di limitazioni oggi previste per le sigarette, come il divieto di pubblicità e, forse, l’apposizione sull’etichetta della dicitura: “Nuoce alla salute”.

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