Ispezioni alimentari intensificate

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il tema della sicurezza degli alimenti è molto avvertita dalla popolazione italiana, ma ancor più è sentita dalle istituzioni europee..

nas carabinieri

Il tema della sicurezza degli alimenti è molto avvertita dalla popolazione italiana, ma ancor più è sentita dalle istituzioni europee, che negli anni hanno varato un’autentica alluvione di direttive e regolamenti in materia.

Di tali problemi si sono fatti carico diversi enti pubblici nel nostro Paese, i quali, ognuno secondo le proprie competenze, hanno avviato e via via incrementato controlli e ispezioni in fabbriche, negozi e supermercati.


In primo piano ci sono le ASL, che da sole eseguono i due terzi delle verifiche, ma non vanno dimenticati nemmeno il Nucleo Antisofisticazioni (NAS) dell’Arma dei carabinieri, l’Agenzia delle Dogane, le capitanerie di porto, le guardie forestali e altri organi ancora.

A partire dal 2008 è stato emanato un regolamento unitario, che rende omogenee le procedure di controllo e consente anche di trarre valutazioni statistiche di carattere generale. Possiamo così calcolare in circa 1.500.000 i controlli eseguiti nel corso dell’anno passato, ponendo l’Italia al primo posto fra i ventisette Stati europei.


D’altronde, gli “alert” inviati nel 2008 agli organismi comunitari sono stati ben 468, pari al 15,39% del totale. Gli alert sono segnalazioni su prodotti dannosi provenienti da oltre i confini comunitari (in primo luogo, da Cina, Turchia e Iran), e di cui dunque la UE deve essere informata.

Le infrazioni complessivamente contestate in Italia sono state 65.184. Le irregolarità più diffuse riguardano le condizioni igieniche dei locali destinati ad ospitare i prodotti alimentari, ma qua e là si notano anche deficienze nella composizione di alcuni cibi. Inaspettatamente, i controlli hanno rivelato che il genere alimentare più a rischio è la frutta secca, mentre il più sicuro è dato dalle uova.

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