Ricevuta per vendita occasionale di manufatto

di Francesco Di Cataldo 4

Il venditore deve inserire i propri dati e quelli dell'acquirente, la data, il prezzo di vendita e la descrizione del prodotto e in fondo..

Non tutti hanno partita iva e non tutti quindi sono venditori professionisti, ma alle volte può capitare di voler vendere un prodotto realizzato in proprio come ad esempio un quadro o un vestito. Una vendita di questo tipo viene definita come vendita occasionale e quindi fuori dal campo IVA.

Il venditore deve semplicemente emettere una ricevuta (simile al modello per prestazione occasionale) in cui dichiara di vendere occasionalmente un prodotto.



Il venditore deve inserire i propri dati e quelli dell’acquirente, la data, il prezzo di vendita e la descrizione del prodotto e in fondo, prima della firma, è doveroso applicale una marca da bollo da 1,81 euro.

In fondo alla pagina, basta inserire una frase che identifica in maniera univoca la cessione che si sta per fare: “corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 del DPR 917/86“. Ovviamente l’operazione va inserita nella dichiarazione dei redditi nella voce altri redditi e non è consentito superare i 5000 euro all’anno.

Il discorso vale anche nel caso in cui il venditore vende ad un’azienda. Vendere ad un privato o ad una azienda in questo caso è la stessa cosa.

Commenti (4)

  1. Buongiorno, ma è obbligatorio indicare i dati di chi compra se non è un’azienda?Ovvero, se sono in una fiera, mercatino ecc..come posso chiedere a tutti di darmi dati e codice fiscale?non posso farla solo con i miei di “venditore occasionale”?
    E la marca da bollo va apposta sempre o solo oltre la soglia dei 77 euro?
    grazie

  2. Salve a tutti
    con la premessa che sono completamente ********* in materia di fisco, vorrei capire meglio come dovrei comportarmi nella mia situazione:
    vorrei produrre un centinaio di copie di un gioco da tavolo di mia invenzione. Produrre in questo caso vuol dire che pagherei a qualcuno dei pezzi di legno, pagherei a qualcuno del cartone, pagherei qualcun altro per inscatolare tutto il materiale.
    Una volta prodotte queste 100 scatole, le vorrei vendere in 4 o 5 fiere annuali dedicate al gioco da tavola.
    Il “giro d’affari” sarebbe quindi qualcosa del tipo (stimando) 30 scatole vendute all’anno x 25 euro a scatola = (circa) 800 euro l’anno se le cose andassero in modo brillante.

    Come faccio a essere in regola con il fisco senza dover assoldare un commercialista, aprire partita IVA, impazzire con la dichiarazione dei redditi (sono un banale impiegato che compila un semplice 730)?

    Se vendo solo in fiere, si può configurare come “vendita occasionale” (quindi no apertura P.IVA)?

    In caso di vendita occasionale, dovrei per ogni vendita emettere una ricevuta E applicare ad ognuna una marca da bollo di 1,81 euro? O solo oltre i 77 euro? (stessa domanda di Teresa qui sopra…)

    Se su siti internet parlo del mio gioco (magari dicendo che lo posso anche spedire a domicilio) si può ancora parlare di “vendita occasionale” ?

    Ma soprattutto, se sono CERTO di rimanere in un volume d’affari ridicolmente basso, c’è un modo per vendere e rimanere nella legalità senza dover spendere una fortuna in commercialisti e P.IVA, anche se la vendita non è più considerabile “occasionale” ?

    Vi ringrazio per l’aiuto che potrete darmi e se da qualche parte ci sono thread che già rispondono a tutte le mie domande, sentitevi liberi di rispondermi indicandomeli.

    Wentu

  3. vorrei pubblicare qualche copia di un libro da il sito apposito, ma se le vendo all’interno di una mostra posso fare semplicemente ricevuta fiscale senza iva e poi scaricare quelle ricevute fiscali alla dichiarazione dei redditi, senza dati della persona, o altro? come si deve fare?

  4. Grazie in ogni caso … Ma c’è un’errore e per esempio riguarda Lollo qui sopra: Non è preciso accomunare “quadri e vestiti” con la dicitura: “(…) commerciale ai sensi dell’art.67 DPR 917/86” perché l’esposizione persino esplicitamente finalizzata alla vendita di Lavori dell’Ingegno/Artistici/Letterari non sono considerati “Attività Commerciale” ai sensi dell’art. 4 comma 2° lettera H del D.L. 114/98 (cd. Decreto Bersani) che del resto fa riferimento alla Costituzione (art. 33) per cui “Esporre per la Vendita” tali lavori (Quadri/Libri miei) non è “Attività Commerciale” né ora né mai – ma se li vendo dovrò rilasciare Ricevuta per Vendita Occasionale, ma la dicitura non è quella di “Attività Commerciale”. Se però esco dai limiti di reddito allora dovrò aprire posizione IVA e la mia diventa un Esercizio Autonomo con Reddito d’Impresa (ma con aliquota IVA 10%, credo). Giusto?

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