Telefonate promozionali, arriva il registro dei dissenzienti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il tema degli imbonitori che contattano i cittadini scegliendoli a caso negli elenchi telefonici per promuovere prodotti e servizi di ogni..

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Il tema degli imbonitori che contattano i cittadini scegliendoli a caso negli elenchi telefonici per promuovere prodotti e servizi di ogni genere è da diversi anni oggetto della preoccupata attenzione del Garante della Privacy, specialmente da quando i call-center hanno iniziato a diffondersi in misura esponenziale.

Alcuni anni fa si individuò una soluzione a misura di cittadino: tutte le persone disponibili a ricevere telefonate promozionali dovevano dichiararlo espressamente.


Per queste persone, nell’elenco sarebbe apparso il simbolo del telefono accanto al proprio nome, per sottolineare il proprio interesse, laddove invece chi avesse negato tale volontà o, più semplicemente, non si fosse espresso, veniva privato del medesimo simbolo.

Ora si cambia metodo, anzi lo si capovolge: dal principio del silenzio-rigetto si passa al silenzio-assenso. Questo significa che, al contrario di prima, occorrerà farsi avanti e dichiarare esplicitamente il proprio diniego per evitare le telefonate moleste. Chi non si esprimerà, invece, sarà assimilato ai disponibili.


I numeri telefonici dei dissenzienti saranno inseriti in uno specifico registro nazionale, ancora tutto da istituire. Le modalità di manutenzione del registro e anche la definizione di chi concretamente dovrà gestirlo sarà oggetto di un decreto ministeriale che sarà emanato nei prossimi sei mesi.

Nel frattempo, la situazione pregressa è azzerata: il prezioso simbolo del telefono perde ogni valore e anche chi ne fosse oggi provvisto dovrà rassegnarsi ad essere raggiungibile da qualunque fornitore. Solo con la nascita del registro sarà possibile mettersi al riparo dichiarando espressamente la propria indisponibilità.

Va detto che questa situazione ha irritato non poco il Garante della Privacy, che ha chiesto al Governo un provvedimento d’urgenza che nella fase transitoria salvaguardi il diritto alla riservatezza perlomeno di coloro che, nella fase antecedente, avevano espresso un inequivocabile “no” al ricevere le chiamate di indesiderati fornitori.

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