Per le aziende tagli netti alle consulenze

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nelle imprese, soprattutto quelle di medie e grandi dimensioni, una voce significativa dei costi sostenuti ogni anno è costituita dagli onorari ..

Nelle imprese, soprattutto quelle di medie e grandi dimensioni, una voce significativa dei costi sostenuti ogni anno è costituita dagli onorari riconosciuti ai consulenti: legali, fiscali, aziendali ecc.
Che si tratti di singoli professionisti oppure di società (magari operanti a livello internazionale) non vi è grande differenza, perché si parla comunque di spese piuttosto salate.


La conseguenza inevitabile della crisi globale è stata una massiccia riduzione del ricorso ad esperti esterni, cercando invece una maggiore valorizzazione delle risorse umane proprie dell’azienda.
Il taglio risulta generalizzato, dopo un lungo periodo in cui il relativo giro d’affari appariva salire anno dopo anno. Il picco si è avuto nel 2008, secondo le stime dell’università Bocconi, con un fatturato complessivo di 2,7 miliardi di euro.


Quest’anno, invece, le cose sono cambiate molto, retrocedendo quasi certamente al livello di 2,3 miliardi, e si prevede un’ulteriore riduzione per il 2010.

Le maggiori società di consulenza (Accenture, Ernst & Young, Deloitte ecc.) hanno cercato di riposizionarsi allargando la propria sfera di competenza e rafforzando la gamma di servizi consulenziali offerti puntando sulle ristrutturazioni aziendali e sulla consulenza finanziaria, i più importanti in tempi di crisi. Questo ha tamponato la situazione senza però riuscire a cambiare le sorti del settore.

Il discorso è confermato nelle analisi di dettaglio, sia se eseguite scomponendo l’ambito operativo nelle singole branche della consulenza, sia se eseguite distinguendo i rapporti con le diverse categorie di clienti. Fanno eccezione le industrie impegnate nel settore energetico, in grande spolvero in questi anni, per cui i relativi consulenti ne beneficiano di riflesso.

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