Trasmissione telematica corrispettivi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Oltre ai problemi teorici, la circolare 2/2010 ha chiarito molti aspetti di natura tecnica e operativa in merito alla trasmissione telematica dei corrispettivi..

Oltre ai problemi teorici, la circolare 2/2010 ha chiarito molti aspetti di natura tecnica e operativa in merito alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

Le istruzioni hanno interesse non solo per le imprese di servizi ma anche per le ditte operanti nella grande distribuzione (e che dunque trasmettono i corrispettivi telematicamente già dal 2005), poiché le modalità tecniche sono state recentemente variate dall’Agenzia delle Entrate.


La trasmissione va eseguita ogni mese entro il giorno 15, con i dati relativi al mese precedente; se il 15 è giorno festivo, la scadenza slitta al giorno feriale successivo. Anche se si è in ritardo con un mese, non si può inviare i dati del mese successivo: occorre seguire un rigido ordine cronologico.

L’azienda che aderisce per la prima volta al sistema deve segnalarlo valorizzando l’apposita funzione del software predisposto dall’Agenzia delle Entrate, e discorso inverso se si sceglie di revocare l’opzione e tornare alla registrazione tradizionale dei corrispettivi. La revoca diviene obbligatoria qualora i requisiti dimensionali richiesti per aderire al sistema dovessero venir meno con il tempo.

La trasmissione concerne un unico file onnicomprensivo: esso, infatti, deve contenere i dati di tutti i corrispettivi del mese provenienti da tutti i punti-vendita, inclusi quelli documentati con fattura.
I corrispettivi vanno però ripartiti per punto-vendita e per categoria di operazione (imponibili, non imponibili, esenti, esclusi da IVA, nonché le eventuali operazioni soggette ad un regime speciale, come la cessione di prodotti editoriali), e le operazioni imponibili vanno ripartite sulla base dell’aliquota applicata.


Se i corrispettivi sono rilevati secondo il metodo speciale della ventilazione, la procedura telematica prevede dei campi specifici in cui indicarli.
Infine, occorre identificare distintamente ogni punto-vendita sulla base del numero R.E.A. (Repertorio Economico Amministrativo) attribuito dalla Camera di Commercio, anche se fosse ancora provvisorio.

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