Trasmissione dei corrispettivi: molte novità (I)

di Giuseppe Aymerich Commenta

La legge Finanziaria per il 2005 (L. 311/2004) aveva previsto per le imprese di grande distribuzione la facoltà di inviare periodicamente per via telematica i dati sui corrispettivi registrati giorno per giorno..

agenzia delle entrate

La legge Finanziaria per il 2005 (L. 311/2004) aveva previsto per le imprese di grande distribuzione la facoltà di inviare periodicamente per via telematica i dati sui corrispettivi registrati giorno per giorno, eliminando nello stesso tempo sia l’obbligo di certificare gli stessi tramite scontrino fiscale sia l’obbligo di compilare il tradizionale registro dei corrispettivi.

La stessa legge aveva demandato ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate il compito di specificare nel dettaglio i dati da inviare e le modalità della trasmissione. Il direttore provvide con un atto emanato l’otto luglio del 2005, il quale ha regolato la materia in questi anni.


Sennonché, la pratica ha evidenziato l’utilità di questa procedura ma anche alcune difficoltà o eccessive complicazioni delle soluzioni adottate. Così, pochi giorni fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha emanato un nuovo provvedimento, che sostituisce integralmente il precedente.


Due gli obiettivi perseguiti: allargare la platea dei contribuenti interessati e rivedere il contenuto e la tempistica delle comunicazioni, sulla base delle difficoltà segnalate dagli operatori del settore.
Vediamo, dunque, come è stata ridisegnata l’intera disciplina dopo l’emanazione del nuovo provvedimento.

Vale la pena, intanto, ricordare che il Governo Prodi aveva previsto la trasmissione telematica dei corrispettivi per tutti gli operatori al dettaglio, e che il nuovo Governo ha in seguito abrogato quella disposizione (che non era ancora entrata in vigore).

I destinatari sono oggi non solo le imprese di distribuzione ma anche tutte le “imprese di servizi”: un termine generico che può includere tante categorie diverse di operatori. È però necessario che si tratti di soggetti i cui locali presentino ampie dimensioni: e precisamente, occorre che la superficie sia superiore a 250 metri quadrati, o anche solo 150 se situati in un Comune con una popolazione inferiore a diecimila abitanti.

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