Sede in black list, previsto obbligo di comunicazione

di Stefania Russo Commenta

Attraverso la risoluzione n. 121/E del 29 novembre l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la comunicazione inerente ai rapporti intercorsi..

Attraverso la risoluzione n. 121/E del 29 novembre l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la comunicazione inerente ai rapporti intercorsi con un’azienda residente in uno dei paesi facenti parte della cosiddetta black list riguarda anche le aziende italiane residenti in paesi in cui non c’è l’Iva.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate è arrivato a seguito di un interpello presentato da una ditta operante nel settore edile e che ha una stabile organizzazione negli Emirati Arabi Uniti. La stessa azienda nel formulare la richiesta di chiarimento ha precisato che numerose operazioni avvengono con ditte facenti parte degli stessi Emirati Arabi Uniti, paese in cui non è prevista Iva.


Nel rispondere alla richiesta di chiarimento, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che, alla luce della ratio antievasione della norma, non è rilevante se il Paese in cui si svolgono le operazioni sia fuori campo Iva per l’Italia, in quanto l’attività di una stabile organizzazione è sempre realizzata nell’interesse e per conto della sua casa madre, di cui è un’articolazione e non un soggetto a se.

Alla luce dell’Intervento dell’Agenzia, dunque, si evince che la società in questione e tutte le altre che si trovano nella medesima situazione sono obbligate a comunicare telematicamente sia le operazioni che la stabile organizzazione effettua per suo conto negli Emirati Arabi Uniti o in altro paese con regime fiscale analogo, sia le operazioni effettuate autonomamente con soggetti facenti parte della black list.

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