Scudo fiscale, questionario per le banche

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività detenute all’estero è ormai storia passata..

Il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività detenute all’estero (universalmente noto come “scudo fiscale”) è ormai storia passata: la scadenza, fissata in un primo momento per il 15 dicembre 2009 e successivamente prorogata allo scorso 30 aprile, è ormai trascorsa definitivamente.


Sui risultati dell’operazione il Governo sarà tenuto a riferire in Parlamento entro la metà di giugno; e per disporre, almeno in termini statistici, di dati adeguati sulle operazioni eseguite, alcuni istituti finanziari e bancari selezionati nelle scorse settimane dovranno compilare un apposito questionario e inviare le risposte all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 20 maggio. La procedura dello scudo fiscale, infatti, rende normalmente necessario il ricorso all’intermediazione di questi soggetti.

Naturalmente, la segretezza delle operazioni di rimpatrio e regolarizzazione non consente alle banche di scendere troppo nei dettagli e rivelare i nomi delle persone e società coinvolte. Nel questionario, infatti, è necessario indicare informazioni di altra natura.

Occorre, per l’esattezza, precisare il numero delle operazioni per cui si è funto da intermediari e l’ammontare complessivo delle operazioni, distinguendo fra rimpatri e regolarizzazioni, nonché indicare gli Stati esteri di origine dei capitali e delle altre attività.


L’analisi sarà resa più complessa dal fatto che per ognuna delle informazioni richieste occorre distinguere secondo il periodo di riferimento: dal 15 settembre al 15 dicembre 2009, dal 16 dicembre fino al 28 febbraio 2010 e dal 1° marzo al 30 aprile di quest’anno. I tre periodi corrispondono alle tre diverse aliquote richieste per la regolarizzazione: chi è stato tempestivo ha fruito del tasso più agevolato (5%), mentre negli altri due casi l’aliquota è più elevata (rispettivamente 6 e 7%).

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