Rimborsi IRAP, comincia la gara (I)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il cosiddetto decreto “anticrisi” ha stabilito che ditte individuali, liberi professionisti e società possono portare in..

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Per dare un po’ di ossigeno ai contribuenti e, soprattutto, per contrastare la temutissima e ormai imminente sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’attuale indeducibilità dell’IRAP dalla base imponibile dell’imposta sui redditi, il cosiddetto decreto “anticrisi” emesso alla fine dell’anno scorso ha stabilito che ditte individuali, liberi professionisti e società possono portare in deduzione dal reddito imponibile il 10% dell’IRAP concretamente versato nel periodo d’imposta, seguendo il principio di cassa, purché nel periodo medesimo si fossero sostenute spese per personale dipendente o parasubordinato e/o interessi passivi: non rileva l’entità, anche un solo euro è sufficiente per godere della deduzione forfetaria.


Ma non solo: la nuova norma ha effetto anche per i quattro anni passati. In presenza delle condizioni indicate, infatti, è possibile chiedere un rimborso della quota di imposta sui redditi versata a suo tempo e che non si sarebbe pagata se fosse stata già vigente la nuova regola.

I contribuenti hanno atteso invano per mesi che la previsione legislativa trovasse finalmente le sue modalità applicative, ma si è dovuto attendere i giorni scorsi perché l’Agenzia delle Entrate emanasse finalmente il modello per la richiesta di rimborso con le relative istruzioni.


E quando il modello è arrivato, subito la doccia gelata di una data ravvicinatissima: il click-day è fissato per venerdì 12 giugno alle ore 10. Il termine di “click-day” negli ultimi anni è diventano molto popolare fra i tecnici del ramo: poiché le istanze sono trasmissibili solo in via telematica e sono soddisfatte in ordine cronologico fino ad esaurimento dei fondi a disposizione, è fissata un’ora precisa a partire dal quale possono affluire le domande da ogni parte d’Italia. E chi tardi arriva rischia di restare a bocca asciutta.

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