Rigo VO33: appuntamento cruciale per i piccoli contribuenti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Compilando la dichiarazione IVA 2009 (riferita al periodo d’imposta 2008), tutti i contribuenti di piccole dimensioni dovranno..

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Compilando la dichiarazione IVA 2009 (riferita al periodo d’imposta 2008), tutti i contribuenti di piccole dimensioni dovranno porre molta attenzione ad un rigo di nuova istituzione, il trentatreesimo del Quadro VO.

Il discorso, giusto premetterlo, riguarda comunque solo le persone fisiche (imprenditori e professionisti): e precisamente, coloro fra essi che rientrano nelle ridotte soglie dimensionali (in termini di volume d’affari, investimenti ecc.) tali per essere considerati “contribuenti minimi” potenziali aderenti al regime contabile sostitutivo introdotto con la legge 244/2007.


Si ricorda che per i “minimi” quello in oggetto è il regime naturale, ossia quello che si applica automaticamente salvo opzione contraria del contribuente.

Per l’esattezza, il contribuente che, pur avendone avuto i requisiti, ha preferito nel 2008 rinunciare al regime sostitutivo e calcolare le imposte col metodo ordinario, ha dovuto innanzitutto comportarsi in maniera concludente, applicando l’IVA sulle fatture e svolgendo tutti i normali adempimenti fiscali; e, a posteriori, comunicare all’Amministrazione Finanziaria la scelta effettuata: questa comunicazione avviene proprio barrando la casella del nuovo rigo VO33.

Poiché la situazione riguarda centinaia di migliaia di persone, è bene che essi dunque ricordino di barrare la famosa casella: non è ancora chiaro, però, se la conseguenza della mancata barratura comporti l’assoggettamento obbligatorio al regime dei minimi oppure (più probabilmente) una semplice sanzione.


Si ricorda, infine, che l’esplicita opzione per il regime ordinario è solitamente vincolante per tre anni.

Con riferimento al 2008, però, esso è eccezionalmente vincolante solo per un anno: poiché il regime è di fresca invenzione e difficile da valutare, il legislatore ha voluto infatti dare la possibilità al contribuente di cambiare idea sul da farsi senza tenerlo legato per un triennio ad una scelta che magari si è rinnegato dopo pochi mesi.

Una volta esercitata una scelta, in un senso o nell’altro, essa si rinnova annualmente in forma tacita, fino a revoca o decadenza.

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