Prima rata Tares 2013

di Fabrizio Martini Commenta

Il decreto legge prevede la scadenza della prima rata Tares il 31 luglio 2013, ma ciascun comune avrà la possibilità di modularla a suo piacimento.

tares

Il Governo ha spiegato con più note e circolari come funziona la nuova tassa Tares e adesso è il momento di procedere per i contribuenti al pagamento della nuova imposta. La prima rata della Tares 2013 è infatti dovuta entro la fine di luglio 2013. E’ questa la deadline prevista nel decreto legge che la istituisce, ma l’imposta è dovuta solo se il comune non ha fissato scadenze diverse per l’anno in corso. Potrebbero essere infatti state previste delle regole diverse in alcuni comuni italiani.

La Tares è il nuovo tributo comunale sui rifiuti e servizi è entrato in vigore il 1 gennaio 2013 con il decreto salva Italia approvato in fretta e furia dal Parlamento italiano dopo pochi giorni dall’insediamento nel novembre 2011 del Governo MontiIl Governo Letta è però intervenuto per regolare le scadenze recentemente e ha stabilito diverse tempistiche.

Il nuovo Governo ha previsto per l’anno in corso, cioè l’anno di imposta 2013, che il numero di rate e scadenze Tares venga deciso con una apposita deliberazione dal singolo comune. Questo porta al fatto che la prima rata della Tares non sia necessariamente dovuta in tutto il territorio italiano nello stesso momento. Potrebbe infatti venire anticipata o posticipata a seconda delle decisioni di ciascun sindaco.

Le scadenze della Tares 2013 sono rimesse quindi alla decisione dei Comuni che possono stabilire le scadenze e il numero delle rate.  Il decreto legge  n. 1/2013 prevede la scadenza al 31 luglio per il versamento dell’imposta, ma le nuove norme prevedono una totale libertà di decisione per ogni singolo ente locale.

Per il prossimo anno di imposta 2014 le rate Tares avranno scadenza a gennaio, aprile, luglio e ottobre. Anche in questo caso per le scadenze stesse potranno sempre essere sempre  modificate con una delibera del Consiglio Comunale.

Il Governo è intervenuto sul tema per cercare di dare possibilità ai comuni virtuosi di modulare la tassa e magari posticiparla, dando fiato all’economia locale, oppure per consentire a quelli più in difficoltà di anticiparla.

 

Rispondi