Accanto al tradizionale modello “completo” della dichiarazione IVA, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la bozza di un nuovo modello, molto più ridotto, denominato “IVA Base”.

Non è solo una soluzione inedita ma anche sorprendente, dato che l’ideazione del nuovo modello non era stata anticipata in alcun modo, e gli addetti ai lavori se lo sono trovati di fronte di punto in bianco.


Il modello “IVA Base” è utilizzabile, in alternativa al modello ordinario, da tutti i contribuenti dotati di partita IVA e tenuti alla dichiarazione annuale, salvo alcune eccezioni.

L’idea è quella che la maggior parte dei contribuenti, soprattutto quelli di minori dimensioni, ha una mole di dati da dichiarare molto minore rispetto a tutti i righi e campi presenti nel modello completo; ragion per cui, chi non si trova in situazioni particolari può ricorrere al modello base, che in sole tre pagine (contro la decina tradizionale) richiede solamente i dati più diffusi e comuni.

Quali sono le eccezioni? Non possono adottare il modello base coloro che ricorrono a regimi di calcolo dell’imposta particolari (come le agenzie di viaggio o gli agricoltori), che hanno eseguito operazioni di import-export o intracomunitarie, che sono stati protagonisti di operazioni straordinarie (fusioni, trasformazioni ecc.), che non sono residenti in Italia, che hanno immatricolato automobili provenienti da altri Paesi UE, nonché i curatori fallimentari, le società di gestione del risparmio e altre ipotesi minori.


IVA Base, inoltre, non consente la gestione della liquidazione di gruppo per i network societari.
Il modello base è composto, come detto, di sole tre pagine. Sono ridimensionate in misura drastica le informazioni richieste dai quadri VA, VE, VF, VJ, VH, VL e VT, mentre sono del tutto assenti i quadri VC, VD, VK, VX, VO, VS, VV, VW, VY e VZ.



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