Meno di venti giorni per la comunicazione dati IVA

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’IVA è un’imposta di origine comunitaria, e buona parte del suo gettito è destinato a finanziare le casse dell’Unione Europea..

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L’IVA è un’imposta di origine comunitaria, e buona parte del suo gettito è destinato a finanziare le casse dell’Unione Europea.

Poiché la UE ha urgente necessità di sapere, almeno in termini generali, quali importi proverranno da ogni singolo Stato in relazione ad ogni anno appena concluso, e poiché però i dati definitivi si possono avere solo con la dichiarazione IVA, che quasi tutti i contribuenti italiani presentano in estate all’interno del Modello UNICO, la soluzione adottata dall’Italia per conciliare questi due problemi è stata quella di istituire la comunicazione dati.


In essa, ogni soggetto IVA indica i dati complessivi sulle operazioni attive e passive effettuate, con imponibili e imposte. I dati definitivi con tutti i dettagli arriveranno solo con la dichiarazione, ma almeno le linee generali della posizione IVA di ciascuno sono comunicate già con questo modello, da inviare telematicamente entro il 28 febbraio, da parte del contribuente o tramite un intermediario abilitato.

Poiché le informazioni da inserire sono molto poche, la compilazione avviene con una certa rapidità. Inoltre, non tutti i titolari di Partita IVA sono tenuti a quest’adempimento: sono infatti esonerati i soggetti ammessi al regime agevolato per i contribuenti minimi, coloro che hanno compiuto esclusivamente operazioni esenti dall’imposta (come i medici), gli enti e le amministrazioni pubbliche di ogni ordine e grado, i soggetti sottoposti a fallimento o ad altra procedura concorsuale e, infine, tutte le persone fisiche (professionisti e imprenditori individuali) il cui volume d’affari nel 2008 non supera la quota di 25.822,84 euro.


Si raccomanda di compilare con molta attenzione il modello di comunicazione, in quanto, in caso di errori, non esiste la possibilità di inviare una dichiarazione correttiva. La sanzione per omessa o infedele comunicazione oscilla da 258 a 2.065 euro.

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