Invio telematico dei corrispettivi

di Giuseppe Aymerich Commenta

La scelta di inviare telematicamente i corrispettivi è facoltativa, senza alcun obbligo. L’opzione è inoltre revocabile in un esercizio futuro..

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La scelta di inviare telematicamente i corrispettivi è facoltativa, senza alcun obbligo. L’opzione è inoltre revocabile in un esercizio futuro.
Una volta esercitata tale scelta, l’imprenditore non ha più l’obbligo né di emettere gli scontrini (se non come puro promemoria privo di valenza fiscale a favore del cliente, e questo spiega perché i documenti emessi dalla maggior parte degli ipermercati recano la dicitura “scontrino non fiscale”), né di compilare il registro dei corrispettivi. Rimane però l’obbligo di emettere fattura quando vi fosse l’espressa richiesta da parte del cliente.


L’opzione vale per ogni singolo periodo d’imposta e non necessita di una comunicazione specifica: è sufficiente iniziare ad inviare i dati richiesti all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato. È possibile anche ritornare al sistema tradizionale in un esercizio successivo.

Una volta esercitata la scelta, però, si è vincolati a rispettarla per l’intero periodo d’imposta in corso. L’opzione può essere esercitata anche in corso d’anno, ma in questo caso occorrerà che nella prima trasmissione siano riportati anche i dati riferibili ai mesi precedenti, dal primo giorno del periodo d’imposta in poi.


Per quanto riguarda la tempistica, il provvedimento originario prevedeva una frequenza molto stringente. La trasmissione doveva infatti essere effettuata ogni settimana, entro i cinque giorni successivi al termine: pertanto i dati riferiti alla settimana in corso dovevano essere inviati entro il venerdì successivo.

Il nuovo atto del direttore dell’Agenzia delle Entrate concede maggiore respiro ai contribuenti: le trasmissioni ora dovranno essere effettuate ogni mese, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento.

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