Il contenuto del modello EAS (quarta parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Proseguendo nell’analisi del terzo riquadro del modello EAS, arriviamo al rigo 24, in cui è richiesto di indicare il..

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Proseguendo nell’analisi del terzo riquadro del modello EAS, arriviamo al rigo 24, in cui è richiesto di indicare il numero degli associati alla data di presentazione della comunicazione, scegliendo fra quattro classi numeriche: fino a venti, da ventuno a cento, da centouno a cinquecento oppure oltre cinquecento.


Il venticinquesimo rigo indaga sul settore di attività dell’associazione. Occorre indicare un numero da uno a quindici in corrispondenza dell’attività principale esercitata, pescando da un’apposita tabella, in cui, ad esempio, la beneficenza è contrassegnata col numero 2, lo sport col 5 e la politica col 14.


Nel rigo successivo, invece, bisogna barrare una o più caselle in rapporto agli specifici rami d’azione dell’ente: anche in questo caso, occorre selezionare fra ventisei attività precodificate (1 = produzione e vendita di beni; 6 = gestione di case di cura; 25 = raccolta rifiuti ecc.).
Dopodiché, si passa a conoscere gli amministratori dell’ente: per ognuno di essi va indicato il codice fiscale (rigo 27).

Nei righi 30 e 31 si torna a indagare sulle entrate dell’ente: bisogna infatti specificare l’ammontare rispettivamente delle erogazioni liberali e dei contributi pubblici fruiti nell’ultimo esercizio.

Fra il rigo 33 e il 34, quindi, si vanno a verificare le eventuali raccolte-fondi organizzate dall’associazione. È richiesto, infatti, di specificare innanzitutto se ne vengono istituite, e, in caso positivo, quante sono state nell’ultimo esercizio e per quanti giorni totali si sono protratte, nonché se è stato redatto uno specifico rendiconto finanziario.

I campi successivi (35 e 36) sono in assoluto i più complessi e meritano una trattazione dettagliata, che compiremo nel prossimo articolo. Notiamo, però, fin da subito che entrambi tali righi non devono essere compilati da quegli enti che espressamente non applicano la disciplina di agevolazione fiscale di cui all’articolo 148 del T.U.I.R.

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