Forse un rinvio per il versamento delle imposte

di Giuseppe Aymerich Commenta

Le associazioni di categoria, e in particolare quelle dei dottori commercialisti, stanno premendo in questi giorni sul ministro delle Finanze Giulio..

plico di soldi di un pagamento

Le associazioni di categoria, e in particolare quelle dei dottori commercialisti, stanno premendo in questi giorni sul ministro delle Finanze Giulio Tremonti per ottenere un decreto-legge giudicato indispensabile.

Si tratterebbe di prorogare, possibilmente di un mese, la scadenza per il versamento a saldo delle imposte sul reddito, delle varie imposte sostitutive e della prima rata degli acconti 2009 per tutti i soggetti (ditte individuali, società, liberi professionisti) sottoposti agli studi di settore, ferma restando la scadenza del 16 giugno per tutti gli altri contribuenti interessati.


Il motivo della richiesta deriva dal fatto che ad una ventina di giorni dalla fatidica data non è stato ancora pubblicato il software Gerico, che consente di effettuare i complicati calcoli statistici alla base degli studi di settore.

Gerico sarà probabilmente disponibile la prossima settimana, ma le case produttrici dei software specializzati dovranno poi implementarlo nei loro prodotti; senza contare che nella prima versione saranno inevitabili gli errori di ogni tipo, da correggere con le versioni successive.


Il motivo di tanto ritardo sta nei misteriosi e attesissimi correttivi apportati recentemente agli studi per tenere conto degli effetti della crisi economica: se da un lato dovrebbero evitare a tanti contribuenti in difficoltà di cadere nelle forche caudine degli studi di settore, dall’altro hanno causato un ritardo forse senza precedenti nella pubblicazione di Gerico.

Per i professionisti, dunque, il rischio di passare le notti in bianco pur di completare i calcoli di tutte le dichiarazioni interessate a ridosso della scadenza è molto concreto: da qui la richiesta descritta, che peraltro ricalca un’analoga istanza presentata e ottenuta nel 2007 in circostanze simili (all’epoca la proroga concessa fu di venti giorni).

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