Elenchi ‘black list’, il decreto attuativo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il ministro Tremonti ha varato il decreto ministeriale di attuazione di un’importante norma contenuta nel recente decreto-incentivi..

Il ministro Tremonti ha varato il decreto ministeriale di attuazione di un’importante norma contenuta nel recente decreto-incentivi.

Parliamo dell’obbligo di comunicare periodicamente all’Agenzia delle Entrate (con un modello che sarà predisposto prossimamente) le operazioni intercorse con fornitori o clienti collocati in uno dei Paesi collocati nella famigerata “black list” dei territori considerati paradisi fiscali o finanziari.


Si tratta di un adempimento fiscale nuovo di zecca, che servirà per tenere sotto controllo queste operazioni particolarmente rischiose e favorirà l’emersione di anomalie da sottoporre a verifica.

Il decreto ministeriale, innanzitutto, ha chiarito a quali Paesi facciamo riferimento (poiché di black list ne sono state stilate tante): parliamo dei territori individuati nei decreti del 04/05/1999 e del 21/11/2001. Va notato come siano ricompresi anche Cipro, Lussemburgo e Malta, ossia nazioni comunitarie: le relative operazioni, quindi, saranno elencate sia in questo nuovo modello che nei tradizionali Intrastat.
Il decreto, tuttavia, lascia al ministro il potere di ritornare in seguito e delimitare l’elenco dei Paesi inclusi nella black list di nostro interesse.

Il modello sarà suddiviso in quattro sezioni, per distinguere acquisti e cessioni di beni e di servizi: il superamento della soglia di cinquantamila euro di operazioni in uno qualsiasi di questi quattro ambiti nei quattro trimestri precedenti farà scattare il cambio di periodicità. Normalmente, infatti, gli elenchi andranno inviati trimestralmente, ma se si supera la soglia la cadenza diverrà mensile.


In ogni sezione indicheremo distintamente le operazioni soggette a fatturazione e registrazione ai fini IVA, distinguendo fra imponibili, non imponibili ed esenti. A dire il vero, il decreto parla anche delle operazioni “non soggette ad IVA”, locuzione assolutamente generica per cui si attendono maggiori specificazioni.
Stabilite infine le sanzioni: per omessa, incompleta o infedele dichiarazione si applicherà una multa da 516 a 4.132 euro.

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