Come funziona la nuova tassa Tares

di Fabrizio Martini Commenta

La Tares è la nuova tassa comunale per rifiuti e servizi e andrà a sostituire le vecchie Tarsu e Tia, comportando un corposo aggravio fiscale nelle tasche dei contribuenti.

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La Tares è la nuova tassa sui rifiuti che graverà sui bilanci familiari nel 2013, introdotta dalle manovre del Governo Monti per mettere in regola i conti del paese. Le stime delle associazioni di categoria e sindacali parlano di una spesa media per ciascuna famiglia di circa 350 euro, con un aumento rispetto alla vecchia tassa sui rifiuti di circa 80 euro annui.

 

Le stime più accurate sono state condotte in particolare dal comparto fiscale della Uil. La nuova tassa Tares non andrà a coprire solamente le spese per la gestione dei rifiuti, ma anche tutte le voci del bilancio comunale che vanno a pagare i servizi al cittadino. L’acronimo Tares infatti significa tassa per rifiuti e servizi e andrà ad accorpare le due precedenti tasse comunali chiamate Tarsu e Tia. Queste due andavano infatti a finanziare la spesa comunale inerente lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti e l’erogazione dei servizi.

Le stime dicono che la nuova tassa Tares comporterà un esborso per i cittadini superiore alla somma delle due precedenti imposte, nonostante su alcune questioni ci sia ancora confusione. Solamente da pochi giorni è stato comunicato che scadenza e numero rate della Tares è a scelta del Comune. La motivazione dell’aumento è dovuta al fatto che i comuni da quest’anno saranno obbligati a coprire completamente le spese di gestione dei rifiuti, cosa che fino ad adesso non veniva rispettato da circa l’80% dei comuni. Le spese non coperte venivano scaricate nel bilancio statale, ma da adesso il 100% della spesa sarà completamente a carico dei comuni, da questo motivo discende l’aumento dell’imposta.

I comuni si sono già messi all’opera e anche i codici tributo pagamento Tares sono ormai definiti. I criteri di calcolo della nuova tassa saranno molto simili a quelli per la determinazione della Tarsu e della Tia.

La somma dovuta viene calcolata basandosi su valori medi di produzione dei rifiuti, bilanciati poi da coefficienti per famiglie ed imprese. Il tutto sarà ripartito in base alla superficie degli immobili, di cui verrà poi considerato solo l’80% del totale. I comuni potranno secondo le esigenze eseguire una maggiorazione di 30 o 40 centesimi di euro a metro quadrato. La superficie di riferimento sarà quella utilizzata negli anni precedenti per il calcolo della Tarsu e della Tia, in attesa che il catasta effettui un aggiornamento dei propri dati.

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