Avviso telematico e domicilio per la notificazione degli atti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Proseguendo la disamina sugli elementi di contorno che accompagnano una dichiarazione fiscale..

Proseguendo la disamina sugli elementi di contorno che accompagnano una dichiarazione fiscale, particolarmente quando è trasmessa telematicamente tramite un intermediario abilitato ad Entratel, un argomento importante (su cui le leggi sono variate nel tempo) riguarda l’avviso telematico.

Al termine della liquidazione automatica della dichiarazione, che avviene nel giro di alcuni mesi, un avviso è inviato al contribuente, specificandogli la regolarità formale o l’irregolarità della stessa. In caso di avviso di irregolarità, egli ha trenta giorni di tempo per presentare le eventuali contestazioni e le relative sanzioni.


C’è però un’altra possibilità: chiedere che l’avviso sia inviato allo stesso intermediario che ha curato la trasmissione della dichiarazione. Per domandarlo, occorre che il contribuente barri un’apposita casellina del frontespizio, situata in prossimità della sua firma.

Però non è sufficiente che solo il contribuente presenti tale richiesta: essa dovrà essere accettata anche dall’intermediario, che infatti dovrà a sua volta barrare un’altra casellina in prossimità della propria firma. Va detto che non è possibile spedire una dichiarazione con un’unica barratura (il sistema Entratel respingerebbe il file), perciò entrambe sono indispensabili.

Ma perché incaricare l’intermediario della ricezione dell’avviso? Se vengono segnalate irregolarità, il termine entro cui opporsi sale a novanta giorni: il vantaggio è quindi evidente.
In ogni dichiarazione fiscale, inoltre, compare tuttora un altro riquadro, quello sull’elezione del domicilio verso cui chiedere la notifica degli atti. Il contribuente, infatti, può chiedere che gli atti fiscali gli siano inviati non alla propria residenza ma altrove, anche presso un terzo.


Questa procedura è tuttavia da intendersi come ormai soppressa dal recente D.L. 78/2010, che prevede per il futuro una modalità telematica (ancora tutta da costruire) perché il contribuente comunichi un domicilio diverso dalla propria residenza per tutte le comunicazioni fiscali.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rispondi