Terreni di Stato da vendere ai giovani agricoltori

di Lucia Guglielmi Commenta

Lo Stato italiano, per rimanere in Europa ed affrontare di petto la crisi, deve sia mettere a punto riforme strutturali, sia reperire ingenti risorse per garantire la sostenibilità dei conti pubblici e, ancor di più del debito.

Lo Stato italiano, per rimanere in Europa ed affrontare di petto la crisi, deve sia mettere a punto riforme strutturali, sia reperire ingenti risorse per garantire la sostenibilità dei conti pubblici e, ancor di più, del debito. Una delle misure contenute nel maxi emendamento alla Legge di Stabilità può permettere ed incentivare il ricambio generazionale in agricoltura, un settore che al pari di tanti altri in Italia è in uno stato di grave crisi.

A pesare sul comparto è la pessima congiuntura nel suo complesso, la contraffazione del made in Italy, ma anche l’erosione dei redditi degli agricoltori a causa dell’impennata dei costi di produzione.



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Ebbene, nel maxi emendamento alla Legge di Stabilità c’è una misura che prevede la cessione dei terreni di Stato ai giovani agricoltori. A mettere in risalto questo provvedimento da approvare, si spera, è stata la Coldiretti nel sottolineare come trattasi di una buona notizia per il comparto ed in generale per il Paese.

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Questo perché da un lato lo Stato può fare cassa, che è quello che ci vuole in questo momento difficile, mentre dall’altro si possono avviare nuove imprese giovanili e si può creare nuova occupazione. In questi ultimi anni proprio i giovani agricoltori in Italia hanno avuto ed hanno tuttora delle difficoltà ad acquistare terreni agricoli a causa di quotazioni molto elevate. La cessione di questi terreni, da parte dello Stato, potrebbe di conseguenza garantire equità e sostenere lo sviluppo imprenditoriale delle generazioni future.

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