Tares non applicabile ad aree scoperte di imprese

di Stefania Russo Commenta

La nuova tassa sui rifiuti non sarà applicata alle aree scoperte di attività commerciali e industriali. A stabilirlo...

La nuova tassa sui rifiuti non sarà applicata alle aree scoperte di attività commerciali e industriali. A stabilirlo è l’articolo 10 del decreto legge 35/2013, che ha apportato delle modifiche alla disciplina della Tares.

Prima dell’intervento normativo, infatti, le aree scoperte pertinenziali delle imprese erano soggette a tassazione in virtù di quanto previsto dal decreto Salva Italia 201/2011, che dal 2013 ha istituito il nuovo regime di prelievo sui rifiuti esonerando al contempo dal pagamento solo le aree scoperte pertinenziali di civili abitazioni e quelle condominiali.


In virtù di tale previsioni normativa, dunque, per i soggetti che svolgono attività commerciali e industriali si configurava un notevole aumento della tassazione, ipotesi per fortuna scongiurata dal decreto legge 35/2013.

Al riguardo si ricorda che per area accessoria o pertinenziale si intende quella che viene destinata in modo permanente e continuativo al servizio del bene principale o che abbia con lo stesso un rapporto oggettivamente funzionale, come ad esempio un’area di accesso ai fabbricati. Il presupposto dell’esclusione dal pagamento del tributo è infatti è la mera inidoneità delle aree scoperte a produrre rifiuti, a prescindere dall’effettiva produzione degli stessi.

Per tale motivo, rimangono soggette integralmente al pagamento della Tares tutte le aree scoperte utilizzate nell’ambito di attività economiche e produttive che non abbiano natura pertinenziale. Per le aree scoperte cosiddette operative esiste infatti una presunzione di produzione di rifiuti che determina l’obbligo di pagamento della Tares.

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