Piattaforme di ricerca per le industrie italiane

di Giuseppe Aymerich Commenta

Con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) stanno per nascere anche in Italia delle nuove forme di associazioni fra imprese..

Con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) stanno per nascere anche in Italia, seguendo l’esempio di altre nazioni europee, delle nuove forme di associazioni fra imprese.

In sostanza, si costituiranno tante piattaforme quanti saranno i filoni di ricerca giudicati interessanti, individuandoli specialmente fra quelli sostenuti e promossi dall’Unione Europea. Si comincerà nei prossimi giorni con le auto elettriche e le innovazioni di prodotto, ma altre iniziative sono attese per le successive settimane.


Ognuna di queste piattaforme vedrà riuniti allo stesso tavolo industrie, soggetti pubblici nazionali e locali, enti di ricerca e università: non ci sono barriere all’ingresso, dicono le fonti ufficiali, perciò chiunque abbia intenzione di aderire potrà farlo.

Lo scopo è quello di dar vita, per ognuno dei settori d’interesse, ad una voce unica a livello nazionale, che sia abilitata a parlare a nome di tutti con gli organismi comunitari e con i partner stranieri.
Inoltre, le piattaforme avranno la funzione di favorire il Governo nella definizione dei piani di politica industriale e di ricerca e nell’individuazione delle priorità del nostro sistema.


Però non nasceranno enti veri e propri, come consorzi o simili: le strutture organizzative saranno molto più snelle e informali e, soprattutto, non ci saranno apporti di denaro o risorse da gestire.
A promuovere i rapporti con il MIUR è Assoknowledge, ente associato a Confindustria. E sono già numerosi i soggetti che hanno manifestato interesse a partecipare ad una o più delle costituende piattaforme: nomi importanti dell’imprenditoria italiana, fra i quali Eni, Barilla, Electrolux, Ferrari, Geox.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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