Nuova tassa Iri opzionale e non obbligatoria per le aziende

di Stefania Russo Commenta

Tra le misure contenute nella riforma del fisco approvata ieri dal Consiglio dei ministri e che nel corso dei prossimi...

Tra le misure contenute nella riforma del fisco approvata ieri dal Consiglio dei ministri e che nel corso dei prossimi giorni verrà esaminata dalle Camere figura anche l’introduzione di una nuova tassa per le aziende.

Si tratta dell’Iri (Imposta sul reddito imprenditoriale), che andrà a sostituire l’Ires (Imposta sul reddito delle società) ma non obbligatoriamente, solo nel caso in cui l’imprenditore decida di separare il proprio reddito da quello dell’azienda.

NUOVA TASSA IRI SOSTITUISCE IRES PER LE AZIENDE

La possibilità di scelta dell’imprenditore e la mancata soppressione dell’Ires, dunque, sono le principali novità del testo approvato ieri rispetto allo schema di legge discusso lo scorso 23 marzo. Questa novità, tuttavia, vanifica uno degli obiettivi che l’esecutivo cercava di raggiungere attraverso la nuova imposta, ovvero quello di introdurre un’unica forma di tassazione per tutte le imprese, a prescindere dalla forma sociale scelta.

CALCOLO IRES E BASE IMPONIBILE

Secondo il governo, tuttavia, l’introduzione dell’Iri comporterà numerosi vantaggi. Tra questi figura innanzitutto la tassazione degli utili non distribuiti all’aliquota dell’imposta societaria, che nella maggior parte dei casi è inferiore all’aliquota marginale massima dell’imposta personale, con effetti positivi sulla patrimonializzazione delle piccole imprese, anche se risulta penalizzata la distribuzione di compensi all’imprenditore e ai soci. Altro vantaggio deriva dalla possibilità di sgravare in modo sostanziale il reddito reinvestito nell’impresa e di mantenere invece una tassazione analoga a quella degli altri redditi da lavoro sulla porzione di reddito prodotto che l’imprenditore utilizza per soddisfare i bisogni suoi e della sua famiglia.

Rispondi