Compilare il modello l1 – 3°

di Giuseppe Commenta

Nel quinto riquadro del Modello I1, occorre dare conto della sede dell’impresa....

modulistica

Nel quinto riquadro del Modello I1, occorre dare conto della sede dell’impresa.
Con “sede” si fa sempre riferimento al luogo effettivo di esercizio dell’attività dell’impresa.

Laddove l’attività fosse esercitata in più luoghi, occorre identificare il luogo principale, e compilare il Modello UL per indicare le altre.

Nell’indicazione della sede bisogna fornire l’indirizzo completo e possibilmente – ma non obbligatoriamente – anche altri dati utili come telefono, fax, sito web e indirizzo di posta elettronica.




È da notare che l’indicazione della sede è utile anche ai fini dell’individuazione della Camera di Commercio competente per territorio cui inviare telematicamente la Comunicazione Unica.

Il riquadro successivo, invece, è da compilarsi solo nell’eventualità che l’impresa sia preesistente e trasferisca la sede in altra circoscrizione, chiedendo dunque l’iscrizione nel nuovo Registro delle Imprese competente.

Sarà dunque qui necessario indicare l’Ufficio del Registro di provenienza e il numero della relativa iscrizione.

Viene poi il Riquadro n. 7, destinato a contenere indicazioni tratte dalla denuncia di inizio attività presentata o da presentarsi all’Ufficio IVA; con l’avvento della Comunicazione Unica, in effetti, questi dati appaiono oggi superflui.

Occorre in questa sede indicare la data di costituzione dell’impresa individuale e il codice attività.
In merito a quest’ultimo, si fa oggi riferimento al sistema di classificazione ATECOFIN2007, entrato in vigore a partire dal primo gennaio di quest’anno; con questo codice a sei cifre viene identificata in maniera analitica l’attività svolta dall’impresa. Naturalmente, qualora essa svolga più attività identificate da più codici, bisognerà far riferimento a quella principale.

L’intero sistema di classificazione ATECOFIN2007 è reperibile all’ indirizzo web dell’ ISTAT

L’Istituto Nazionale di Statistica lo ha elaborato sulla base di indicazioni provenienti dall’Unione Europea, che aveva chiesto all’Italia una maggiore omogeneità nella classificazione delle attività economiche rispetto a quanto vigente negli altri Paesi comunitari

Giuseppe

Rispondi