La fattura dalla A alla Z (undicesima parte)

di Giuseppe Commenta

Elenchiamo adesso alcune informazioni sparse sulla fatturazione che è bene comunque conoscere..

Elenchiamo adesso alcune informazioni sparse sulla fatturazione che è bene comunque conoscere.

Se il cedente è una società, occorre indicare il numero di iscrizione al Registro delle Imprese e la sede della Camera di Commercio corrispondente. Se si tratta di società di capitali occorre indicare anche la quota di capitale sociale effettivamente versato.

Se si tratta di una società soggetta al controllo di un’altra, occorre evidenziare tale situazione fornendo anche i dati anagrafici della controllante.
Se l’operazione è documentata da un documento di trasporto, l’emissione della fattura può essere differita fino al giorno 15 del mese successivo.


In caso di errori nella fatturazione, occorre emettere il prima possibile una nota di variazione (nota di credito o nota di debito, a seconda di come questa variazione incida sulla posizione IVA del cedente). La nota di variazione è un documento il cui contenuto minimo è in tutto e per tutto uguale a quello della fattura. La sua numerazione può essere distinta oppure può rientrare nella normale numerazione delle fatture.

Si può scegliere di emettere una nota di variazione la cui finalità sia quella di modificare in parte gli importi della fattura errata, per fare in modo che la loro somma algebrica conduca ai valori giusti.


Ma per motivi di chiarezza, di solito è preferibile che la nota di variazione sia uguale e contraria alla fattura errata, per annullarla del tutto, per poi emettere una nuova fattura con i valori corretti.
Rimane da ricordare, infine, che la fattura può essere redatta anche in lingua straniera, purché ne venga assicurata la traduzione su eventuale richiesta dell’Agenzia delle Entrate, e che gli importi possono essere indicati anche in valuta estera, purché l’IVA sia espressa in euro.

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