La fattura dalla A alla Z (sesta parte)

di Giuseppe Commenta

L’obbligo di emettere la fattura, com’è ovvio, ricade solitamente su colui che presta..

L’obbligo di emettere la fattura, com’è ovvio, ricade solitamente su colui che presta il servizio o cede il bene oggetto dell’operazione (il cedente) nei confronti della controparte, il cliente o committente di turno (il cessionario).

Vi sono tuttavia alcuni casi previsti dalla legge in cui l’obbligo di emettere la fattura ricade sul cessionario: sarà quest’ultimo, dunque, ad emettere due copie del documento, di cui una andrà nelle mani del cedente. Ovviamente questo è possibile solo quando anche il cessionario è titolare di partita IVA.

Questo meccanismo è definito “di inversione contabile” (o “reverse-charge”), ed è adottato talvolta come misura contro l’evasione, altre volte per semplificare gli adempimenti dei piccoli esercenti.


Per esempio, questo avviene in alcuni casi in cui è ceduta un’abitazione e l’operazione è imponibile ai fini IVA (esistono delle regole molto complesse per questa tipologia di operazioni, che per semplicità si omettono), oppure quando un piccolo agricoltore cede i propri prodotti, o ancora nell’ipotesi di compravendita di rottami ferrosi.

Poiché ha dato buoni risultati, è probabile che il meccanismo di “reverse-charge” sia destinato in futuro ad essere esteso anche in altri ambiti.
Al di là dei casi in cui è obbligatorio, comunque, è sempre consentito che le parti si accordino affinché la fattura sia emessa ad opera del cessionario.


É anche possibile che il cedente affidi l’incarico di emettere le fatture ad un terzo per suo conto, per esempio incaricando il commercialista di fiducia o una società di servizi.
Quando la fattura è emessa dal cliente oppure da un terzo, però, è necessario che tale informazione sia indicata all’interno della fattura stessa. Nel caso del terzo, naturalmente, occorrerà indicare anche i dati anagrafici del medesimo.

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