La fattura dalla A alla Z (seconda parte)

di Giuseppe Commenta

Innanzitutto, occorre distinguere le operazioni di importazione ed esportazione dagli acquisti e cessioni intracomunitarie..

Il requisito cosiddetto “geografico” presenta le conseguenze più complesse, se analizziamo le operazioni che si svolgono a cavallo di più Paesi.

Innanzitutto, occorre distinguere le operazioni di importazione ed esportazione dagli acquisti e cessioni intracomunitarie: con le prime si fa riferimento alle operazioni a cavallo fra l’Italia e uno Stato extracomunitario, mentre nelle seconde è invece coinvolto un’altra nazione membro della UE.
La legge definisce operazioni imponibili le importazioni, da chiunque siano effettuate (inclusi i privati cittadini), mentre le cessioni all’esportazione costituiscono una categoria a sé stante, le “non imponibili”.

Al momento, gli acquisti intracomunitari sono assimilati alle importazioni, mentre le cessioni intracomunitarie sono associate alle esportazioni.


In futuro dovrebbe entrare in vigore un differente sistema sull’IVA europea, basato sulla tassazione nel Paese di origine, che dovrebbe ribaltare la prospettiva. Tuttavia, questo sistema “definitivo” è atteso da oltre dodici anni senza ancora alcun accenno di attuazione.

La territorialità di un’operazione è spesso complicata da individuare: si pensi ad un consulente italiano che presta un servizio via Internet ad un cliente statunitense. Sui casi di questo genere esiste un florilegio di circolari dell’Agenzia delle Entrate, di sentenze della Cassazione e di interpretazioni dottrinarie, ma sussistono ancora parecchi nodi difficili da sciogliere.


Ora, stabilito che le operazioni economiche possono essere imponibili, non imponibili, esenti ed escluse, l’obbligo di emettere la fattura sussiste solo nei primi tre casi.

Le operazioni escluse non sono da fatturare, poiché non c’è IVA da applicare. E se incidentalmente un’operazione esclusa rientra all’interno di una imponibile (per esempio, un professionista chiede al cliente di pagare l’onorario e di rimborsare alcune spese sostenute a suo nome e per suo conto), nella fattura occorrerà specificare espressamente che quest’ultimo importo è escluso, indicando l’articolo del DPR 633/1972 che stabilisce tale esclusione.

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