Imprese artigiane autotrasporto colpite dalla crisi

di Lucia Guglielmi Commenta

Hanno ragione gli autotrasportatori a protestare contro il caro-gasolio ed i costi di gestione diventati insostenibili?

E’ da qualche giorno a questa parte rientrato lo “sciopero” dei tir, partito dalla Sicilia e poi estesosi a macchia d’olio un po’ in tutta Italia. Si è trattato di una protesta partita dalla base visto che la sigla più importante dell’autotrasporto in Italia non ha proclamato alcuna agitazione almeno per ora.

La protesta però è stata “efficace” visto che è mancata la benzina ai distributori e, contestualmente, anche i generi alimentari, a partire da quelli freschi, nei supermercati erano diventati quasi introvabili. Questo perché assieme agli autotrasportatori a protestare sono stati anche gli agricoltori ed i pescatori cui si sono aggiunti poi anche gli studenti.



AZIENDE CHE USANO IL LAVORO A CHIAMATA

Ma hanno ragione gli autotrasportatori a protestare contro il caro-gasolio ed i costi di gestione diventati insostenibili? Ebbene, la risposta sembra essere affermativa visto che negli ultimi due anni in Italia sono scomparsi ben settemila padroncini. A rivelarlo è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza in base ad un’elaborazione su dati aggiornati del Registro delle Imprese.

TRASPORTI DI MERCI VIA FIUME

A scendere del 19% negli ultimi due anni è stato anche il fatturato, attestatosi a 46 miliardi di euro, così come ad essere colpiti dalla crisi non sono stati solamente i padroncini italiani, ma anche quelli stranieri. Dall’indagine dell’Ente camerale è infatti emerso come a perdere il posto di lavoro come autotrasportatore siano stati oltre cinquemila stranieri, in prevalenza marocchini, rumeni, albanesi e peruviani. A scomparire sono state anche 1.700 autotrasportatrici a conferma di come la crisi non faccia distinzioni tra sesso e nazionalità.

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