Guida al trasferimento d’azienda (IV)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Secondo le regole generali del diritto privato, se Tizio e Caio stipulano un contratto di qualsiasi tipo non è ammesso..

due soci che si stringono la mano

Secondo le regole generali del diritto privato, se Tizio e Caio stipulano un contratto di qualsiasi tipo non è ammesso che Tizio in un secondo momento rinunci all’accordo e si faccia subentrare da Sempronio: é obbligatorio il consenso di Caio, altrimenti la cessione del contratto non ha alcun valore e Tizio continuerà a rimanere obbligato.

Nel caso di cessione d’azienda, però, si ha una vistosa deroga. Il cessionario, infatti, subentra automaticamente a tutti i contratti che erano stati stipulati dal cedente senza che vi sia bisogno del consenso dell’altro contraente. Si pensi ai contratti di lavoro: per un operaio non cambia molto svolgere la sua attività agli ordini di un imprenditore o dell’altro. Per questo motivo, la cessione dei contratti avviene automaticamente.


Il discorso però non vale nell’ipotesi che sia presente il cosiddetto “intuitus personae”, ossia quell’elemento di fiducia personale tale per cui per l’altro contraente non è affatto indifferente contrarre con il venditore o l’acquirente dell’azienda. Per esempio, se il cliente incarica un apprezzato pittore (posto che lo si consideri un imprenditore) di fargli un ritratto e il pittore cede lo studio ad un terzo prima di adempiere, è ovvio che dal cliente questa cessione è difficilmente gradita: la prestazione richiesta al cedente non potrebbe essere adempiuta nello stesso identico modo dal cessionario.


Così, in queste ipotesi la cessione del contratto non avviene (a meno che non vi sia il consenso espresso dell’altro contraente) e dunque l’obbligazione rimarrà in capo al venditore: qualora, a causa del trasferimento dell’azienda, gli divenga impossibile adempiere, dovrà risarcire i danni al terzo.
In tutti i casi, comunque, ad ogni terzo contraente è consentito opporsi alla cessione quando vi sia una giusta causa, entro tre mesi dalla data in cui ha avuto notizia del trasferimento.

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