Gli studi di settore aprono alla crisi

di Giuseppe Commenta

Su preciso mandato del Governo, la SOSE (la società che mette a punto i meccanismi di calcolo su cui si basa..

Fra i mille indicatori che ogni anno vengono affinati per rendere gli studi di settore sempre più vicini alla realtà delle imprese, nel 2009 assumono o dovrebbero assumere un peso significativo quelli che rifletteranno gli effetti della grave crisi finanziaria ed economica in atto.

Su preciso mandato del Governo, la SOSE (la società che mette a punto i meccanismi di calcolo su cui si basa il temutissimo software GERICO) ha provveduto a pubblicare dei questionari attualmente disponibili on line. I questionari consentiranno di raccogliere dati sugli effetti concreti che la crisi ha prodotto sul popolo delle partite IVA.


La compilazione dei moduli è aperta a qualsiasi imprenditore o professionista, ed è assolutamente volontaria e non obbligatoria. Ma non c’è dubbio che quanti più risponderanno all’appello, tanto più aggiornati saranno gli studi di settore con cui anche quest’anno occorrerà confrontarsi.
È per questo motivo che le associazioni di categoria, come Confesercenti e Confartigianato, stanno in questi giorni promuovendo campagne di sensibilizzazione a favore dei propri iscritti perché partecipino alla raccolta dei dati.


I questionari, la cui compilazione appare relativamente semplice, sono suddivisi per macrocategorie (manifatture, commercio, servizi, professionisti) e richiedono l’indicazione di alcuni dati ritenuti espressivi della crisi in atto. Per esempio, si chiede alle imprese di indicare i giorni di chiusura straordinaria dei locali e l’ammontare dei rediti scaduti e non incassati al 31 dicembre, mentre i professionisti dovranno specificare la variazione nel numero degli incarichi rispetto all’anno precedente e l’eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali.

Il termine ultimo per inviare i questionari alla SOSE è il 28 febbraio.

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