Gestione delle imprese sociali

di Giuseppe Aymerich Commenta

Una volta sorto, l’ente che presenta tutti i requisiti di legge riporta nella propria denominazione ufficiale la dicitura “impresa sociale”..

IMPRESA SOCIALE

Una volta sorto, l’ente che presenta tutti i requisiti di legge riporta nella propria denominazione ufficiale la dicitura “impresa sociale”.
La gestione dell’impresa sociale richiede l’adempimento di numerose obbligazioni. Infatti, sono fatte salve tutte le norme applicabili alla tipologia di ente ai sensi del codice civile e delle leggi speciali.


Una particolarità, però, riguarda la nomina del collegio sindacale, che è possibile per qualsiasi tipo di impresa sociale ed è, anzi, obbligatoria quando per due anni consecutivi si superano due dei seguenti tre limiti: attivo patrimoniale superiore a € 2.200.000,00; valore della produzione superiore a € 4.400.000,00; dipendenti impiegati mediamente nell’anno superiori a 25. Si tratta, cioè, delle soglie indicate dall’art. 2435-bis del codice civile per la redazione del bilancio abbreviato, ma ridotte alla metà.


I sindaci, nella loro relazione annuale, devono rendere conto del monitoraggio sul rispetto degli obblighi imposti dalla legge all’impresa sociale.

Dal punto di vista contabile, l’impresa sociale è tenuta a redigere il libro giornale, il libro degli inventari nonché il bilancio sociale, da comporre secondo modalità indicate con decreto ministeriale e da depositare presso il Registro delle Imprese.
In caso di crisi, l’impresa sociale è sempre sottratta alla disciplina del fallimento ed è invece assoggettata alla liquidazione coatta amministrativa.

Una volta stabiliti tutti i requisiti e gli obblighi a cui devono sottostare, è naturale domandarsi quale sia il vantaggio dello status di impresa sociale. Ebbene, oltre agli eventuali ritorni d’immagine per l’azienda, il vantaggio giuridico fondamentale è uno: l’impresa sociale è dotata di autonomia patrimoniale perfetta, e dunque i soci o associati non sono mai chiamati a rispondere dei debiti eventualmente accumulati dall’ente (fatto normale per le società di capitali ma inedito per le associazioni). Questo, però, purché il capitale sociale sia superiore a ventimila euro.

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