Cosa sono le procedure concorsuali

di Stefania Russo Commenta

In presenza di uno stato di crisi di un'impresa, connotata da requisiti individuati di volta in volta dal legislatore...

In presenza di uno stato di crisi di un’impresa, connotata da requisiti individuati di volta in volta dal legislatore, l’ordinamento prevede la possibilità di ricorrere alle cosiddette procedure concorsuali, mediante le quali si procede, con l’intervento dell’autorità giudiziaria, alla liquidazione del patrimonio dell’imprenditore e alla successiva soddisfazione dei creditori.

In altre parole, dunque, si attua una drastica riduzione dell’autonomia imprenditoriale mediante la sottrazione all’imprenditore della disponibilità dei beni e la contemporanea nomina di un organo con funzioni di controllo sull’attività stessa.


Le procedure concorsuali sono: il fallimento; il concordato preventivo; la liquidazione coatta amministrativa; l’amministrazione controllata; l’amministrazione straordinaria. Per tutte i presupposti sono: lo stato d’insolvenza, gravi irregolarità di gestione e difficoltà di adempiere alle obbligazioni.

Il fallimento è senza dubbio la più nota delle procedure concorsuali. In tal caso si procede con la dichiarazione di fallimento ad opera del debitore, di uno o più creditori oppure del Pubblico Ministero in determinati casi specifici. Nel caso in cui la domanda di fallimento viene rigettata, il procedimento si conclude con decreto motivato (impugnabile entro 30 giorni), mentre in caso di accoglimento il procedimento si conclude con una sentenza.

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale che consente all’imprenditore di evitare il fallimento attraverso un preventivo accordo con i creditori finalizzato alla liquidazione dei beni del debitore e al successivo soddisfacimento dei creditori. La liquidazione coatta amministrativa è invece una procedura concorsuale a carattere amministrativo a cui possono essere sottoposte alcune particolari categorie di imprese, non sono assoggettabili al fallimento.

Nel caso dell’amministrazione controllata, invece, l’imprenditore conserva l’amministrazione dei beni, in quanto si tratta di una procedura attraverso la quale viene fornito aiuto alle imprese che si trovano in situazioni di crisi temporanee e superabili ed in presenza di concrete possibilità di un conveniente risanamento dell’impresa.

L’amministrazione straordinaria, infine, è una procedura concorsuale introdotta nel 1979, per evitare l’assoggettamento al fallimento di imprese con particolari caratteristiche dimensionali, cioè aventi un numero di dipendenti maggiore di 200 unità, e ha come scopo il soddisfacimento dei creditori dell’imprenditore insolvente salvando al contempo il complesso produttivo e la sua forza lavoro.

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