Come trasferire in Italia una società estera (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

In tempi di scudo fiscale, può essere utile conoscere la procedura necessaria per trasferire in Italia la sede di una società costituita all’estero..

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In tempi di scudo fiscale, può essere utile conoscere la procedura necessaria per trasferire in Italia la sede di una società costituita all’estero. In realtà, è un tema valido in ogni momento, ma non c’è dubbio che è proprio in questi mesi che si stia assistendo ad una massiccia fuga verso l’Italia di società costituite altrove.

Ed è interessante notare come le nazioni di provenienza più frequenti non sono sperdute isole caraibiche o atolli polinesiani, bensì i nostri “vicini di casa”: Svizzera, Monaco, Liechtenstein e, soprattutto, Lussemburgo.


Innanzitutto, è bene verificare cosa prevedono le leggi locali in merito al trasferimento della sede all’estero: se in ambito comunitario non ci sono problemi particolari, in nazioni extracomunitarie talvolta il trasferimento altrove è considerato una causa di scioglimento.

Occorrerebbe dunque sciogliere la società estera e costituirne una nuova di zecca in Italia: un passaggio decisamente complesso. Il nostro Paese è in trattative con gli Stati extracomunitari perché adottino soluzioni meno onerose, ma le convenzioni stipulate sono ad oggi ancora molto poche.


Se invece il trasferimento della sede non è tanto traumatico, la procedura passa attraverso la decisione della scelta di quale legislazione dovrà essere adottata dopo il trasferimento in Italia.

Se appare naturale adottare la legislazione italiana per evidenti motivi di praticità, è anche vero che la Corte di Giustizia Europea ha più volte sancito che in ambito comunitario questo non è un obbligo: una società parigina, perciò, potrebbe trasferirsi in Italia ma continuare ad essere regolata dalle leggi francesi. Le difficoltà sono però piuttosto evidenti (così come la possibilità che si inneschino cause giudiziarie a non finire per la minima controversia); è dunque una soluzione altamente sconsigliata, a meno che i vantaggi giuridici siano tali da compensare le difficoltà.

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