Che cos’è una nota di accredito (nota di credito)

di Stefania Russo Commenta

Nel caso in cui dopo l'emissione di una fattura viene meno completamente o soltanto in parte l'operazione o soltanto in parte l'operazione..

Nel caso in cui dopo l’emissione di una fattura viene meno completamente o soltanto in parte l’operazione per la quale è stata emessa, oppure si verifica una diminuzione del prezzo o dell’imponibile Iva, il soggetto che ha emesso fattura può effettuare la variazione dovuta mediante una cosiddetta nota di accredito.

L’emissione di una nota di accredito, tuttavia, è possibile solo nelle ipotesi espressamente previste dalla normativa di riferimento, ovvero: dichiarazione di nullità del contratto, annullamento, revoca, risoluzione o rescissione del contratto stesso; mancato pagamento in tutto o in parte di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose; applicazione di abbuoni o sconti.


Fuori da queste ipotesi non è possibile emettere una nota di accredito, ad esempio non è consentito emettere tale documento in caso di mancato pagamento o di pagamento parziale di una fornitura.

[CHE COS’È L’AUTOFATTURA]

La nota di accredito ha una struttura e un contenuto molto simile a quello di una fattura, allo stesso modo deve essere numerata e deve contenere le indicazioni riguardanti la fattura originale. Per quanto riguarda la tempistica, la nota di accredito deve necessariamente essere emessa entro un anno dall’operazione a cui si riferisce, quindi entro un anno dalla consegna del bene o dalla prestazione del servizio.

Nel caso in cui la variazione non riguarda una diminuzione ma un incremento, colui che ha emesso la fattura non deve emettere una nota di accredito ma una nota di addebito, anche detta fattura integrativa.

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