Agevolazioni per gli investimenti nel Mezzogiorno (prima parte)

di Giuseppe Commenta

Non tutti questi strumenti, tuttavia, sono riusciti a soddisfare gli ambiziosi obiettivi prefissati, con dispersione..

Nel corso degli anni il legislatore fiscale ha dimostrato una fantasia senza limiti per favorire gli investimenti da parte degli imprenditori nazionali ed esteri nelle Regioni più povere e disagiate del nostro Paese.

Non tutti questi strumenti, tuttavia, sono riusciti a soddisfare gli ambiziosi obiettivi prefissati, con dispersione “a pioggia” dei fondi a disposizione e frequente effimerità degli investimenti eseguiti. Cosicché, il legislatore è dovuto più volte intervenire per rivedere e talvolta ricostruire da capo queste misure, per renderle più efficaci e adeguate ai tempi.

L’ultimo intervento in ordine di tempo, che ha sostituito ogni soluzione precedente, è stato posto in essere da parte di Vincenzo Visco a partire dal 2007 e fino al 2013, con l’introduzione della cosiddetta “Visco-Sud”, misura confermata dal successore Tremonti.


I beneficiari dell’agevolazione possono essere le imprese individuali o costituite in forma societaria, ma non i liberi professionisti. Gli investimenti agevolabili possono concernere sia quelli di nuove imprese in fase di costituzione che quelli relativi all’ampliamento di aziende esistenti.

Non tutti gli investimenti sono rilevanti, ma solo quelli in tre categorie di immobilizzazioni ben precise: impianti e macchinari (purché non infissi al suolo), attrezzature industriali e commerciali e diritti di sfruttamento di beni immateriali, come i software.


Le aree territoriali interessate sono l’Abruzzo, il Molise, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. Ad ogni Regione è attribuita una diversa “intensità d’aiuto”, ossia una percentuale che misura la tutela da attribuire all’investimento in rapporto alla fragilità del tessuto produttivo locale. Alle Regioni con difficoltà economiche minori, come l’Abruzzo, sono attribuite percentuali più ridotte, mentre aliquote ben più importanti sono riservate alle terre più penalizzate, come la Calabria.

Per ogni Regione, inoltre, la percentuale decresce all’aumentare delle dimensioni dell’impresa.

Rispondi